Viviamo in una società che ci spinge costantemente a volere di più: un lavoro migliore, una casa più grande, un corpo perfetto, più soldi, più successo. In questo continuo inseguire, ci dimentichiamo di imparare ad amare ciò che si ha, di riconoscere il valore di ciò che abbiamo già conquistato e che, spesso, diamo per scontato.
La vera felicità non nasce dall’avere sempre qualcosa di nuovo, ma dalla capacità di vivere nel presente e apprezzare ogni piccola cosa che illumina la nostra vita.
Perché imparare ad amare ciò che si ha è così difficile?
Il nostro cervello è programmato per cercare continuamente qualcosa di “migliore”, un meccanismo evolutivo che ci ha permesso di sopravvivere. Tuttavia, nel mondo moderno questo si traduce in una corsa senza fine: ogni traguardo raggiunto perde valore non appena puntiamo al successivo.
Imparare ad amare ciò che si ha significa quindi spezzare questa spirale. Vuol dire comprendere che la felicità non dipende da ciò che manca, ma da ciò che già esiste nella nostra vita e, soprattutto, dalla nostra capacità di accorgercene e saper provare gratitudine.
La gratitudine: il primo passo per imparare ad amare ciò che si ha
La gratitudine è una delle pratiche più potenti per cambiare prospettiva. Diversi studi scientifici dimostrano che coltivare la gratitudine riduce ansia, stress e depressione, aumentando il benessere generale.
Prima ancora di essere un’azione, la gratitudine è uno stato d’animo. Non si tratta solo di dire “grazie”, ma di sviluppare uno sguardo nuovo sulla vita, capace di vedere il valore delle cose, anche delle più piccole.
Essere grati non significa ignorare ciò che manca o i problemi che affrontiamo, ma riconoscere che esiste sempre qualcosa di prezioso già presente nella nostra vita. Spesso ci accorgiamo di quanto qualcosa sia importante solo quando lo perdiamo: la salute, una persona cara, la libertà di tempo. Coltivare la gratitudine ci aiuta a non dare queste ricchezze per scontate.
Un modo per iniziare è cambiare il linguaggio interiore: invece di pensare “Non ho abbastanza” o “Mi manca questo”, prova a dire “Ho già molto” o “Sono fortunato ad avere…”. Anche una sola riflessione di gratitudine al giorno può trasformare il nostro modo di percepire la realtà.
Apprezzare ciò che si ha non significa smettere di sognare
Molti confondono il concetto di gratitudine con l’idea di accontentarsi. In realtà, imparare ad amare ciò che si ha non significa smettere di ambire a qualcosa di più, ma imparare a non dipendere dai risultati futuri per sentirsi bene.
Quando apprezzi ciò che già possiedi, i tuoi desideri non nascono da un senso di mancanza, ma dalla voglia di evolvere. Questo ti rende più libero, perché ogni traguardo diventa un dono e non una necessità. Inoltre secondo alcuni scrittori e studiosi, questo fa si che la tua mente sia più focalizzata sul bello del fare piuttosto che sul risultato che ancora non c’è. Quindi diventa più facile perseguire i propri risultati e sentirsi bene fin da subito.
Eckhart Tolle, autore de Il Potere di Adesso, ricorda che la vera vita si trova solo nel momento presente. Troppo spesso viviamo con il rimpianto del passato o con l’ansia del futuro, dimenticando che la felicità esiste solo nell’adesso.
Per allenarti a vivere il presente puoi:
- dedicare 5 minuti al giorno alla respirazione consapevole;
- mangiare o beve qualcosa lentamente, concentrandoti su gusto, consistenza, sensazioni ecc. Trasformando dunque questa pratica in un atto meditativo;
- prendere spunto da Ajahn Amaro, un monaco buddista che più volte al giorno si chiama da solo per nome. Lo fa per richiamare la sua attenzione al momento presente e, dopo averci provato, devo dire che è un buon metodo secondo me.
5 gesti quotidiani per imparare ad amare ciò che si ha
1. Scrivi ogni sera tre cose di cui senti di essere una persona grata
Un esercizio semplice per imparare ad amare ciò che si ha è il diario della gratitudine. Ogni sera scrivi tre/cinque cose belle successe durante la giornata. Non devono essere eventi straordinari, può essere un sorriso ricevuto, un tramonto o una buona tazza di tè bevuta con calma e presenza.
Puoi fare questo esercizio solo la sera oppure, come nel mio caso, mattina e sera.
Ti faccio un mio esempio concreto: questa mattina ho ringraziato perché sono riuscita a riposare, ho respirato bene (sembra banale ma per una persona con i miei problemi non lo è per nulla) e per ultimo ho ringraziato perché oggi ho del tempo per prendere la giornata con più calma.
Questa sera potrei per esempio ringraziare invece perché: ho sentito gli odori (nuovamente cosa non scontata per me), ho passato del tempo di qualità con il mio partner/amici/tra me e me, ho lette un bel libro, ho lavorato in serenità e con calma, ho mangiato qualcosa di buono.
Questi sono solo alcuni dei tantissimi esempi che potrei fare.
Col tempo comunque, noterai come la tua mente inizierà a vedere la bellezza nelle piccole cose. E questo ti permetterà di apprezzarle ancora di più e riuscire a essere una persona più serena.
2. Ringrazia qualcuno, anche solo con un messaggio
Esprimere gratitudine verso gli altri non solo rafforza i legami, ma amplifica il nostro senso di benessere e fa si che anche le altre persone prendano esempio da noi e inizino a esprimere più facilmente la propria gratitudine.
Per farlo basta inviare un messaggio a una persona per dirle “grazie” per qualcosa che ha fatto, anche se piccolo oppure, ancora meglio se possibile, dirlo di persona. E non è mai troppo tardi per un grazie detto con il cuore. Mi è successo di ringraziare persone dopo anni (e non sto scherzando) per cose fatte, a volte pure senza consapevolezza, ma che hanno avuto un forte impatto su di me, e i ringraziamenti sono stati sempre accolti con piacere, a volte anche con stupore a dir la verità.
Un semplice esempio potrebbe essere: “Grazie per avermi ascoltato oggi, mi ha fatto stare meglio”.
3. Osserva la natura: il cielo, un albero, un dettaglio intorno a te
Spesso siamo così presi dalla routine che non ci accorgiamo di quante sono le cose per cui dovremmo provare gratitudine. La natura in questo caso viene in nostro soccorso: ha un effetto calmante sul sistema nervoso, abbassa lo stress e ci fa sentire parte di qualcosa di più grande, ci aiuta a entrare in connessione con il tutto. Per aiutarti, puoi pensare di dedicare anche solo pochi minuti al giorno a guardare il cielo, un albero, un fiore, il colore del tramonto. Puoi farlo anche in una grande città perché il cielo è ovunque così come i parchi, gli alberi e le piante. Osservare senza giudicare, semplicemente respirando e notando i dettagli può aiutare davvero molto.
Io per esempio, cerco ogni giorno di ritagliarmi del tempo per fare una passeggiata in “natura”. Ho messo natura tra virgolette perché spesso cammino lungo una pedonabile affianco alla strada provinciale che è piuttosto trafficata, ma che mi permette comunque di vedere parecchio verde e cielo quasi ovunque io mi volti. E trovo che mi fa stare davvero, davvero bene, soprattutto se scelgo di uscire senza cellulare e cuffie.
4. Dedica del tempo a te, senza distrazioni digitali
Il tempo di qualità con se stessi è fondamentale per capire cosa conta davvero. Puoi spegnere il telefono o metterlo in modalità aereo per almeno un’ora al giorno. Usa questo tempo per leggere, meditare, ascoltare musica o semplicemente stare in silenzio. Ridurre il rumore digitale ti aiuta a ritrovare spazio mentale, a riconnetterti con i tuoi pensieri e a vedere con chiarezza ciò che già hai. Inoltre ti aiuta a distaccarti dai mondi fantastici e fittizi che spesso vengono proposti sui social da alcuni influencer.
Per approfondire questo argomento, se ti va, puoi leggere questi articoli:
Minimalismo digitale, come e perché attuarlo
8 Consigli efficaci per attuare il minimalismo digitale
5. Crea il tuo mantra della gratitudine
Un’affermazione consapevole è un potente strumento di centratura. Avrei potuto dire: “Ripeti questo…” oppure “Dì quest’altro…” ma credo che sia davvero sbagliato fare così. Ogni persona sente affini cose differenti quindi non ha senso ripetere a pappagallo una frase che io ritengo essere “giusta” perché può esserlo, certo, ma per me, non per forza anche per te.
Per trovare la tua, prova a concentrarti e senti cosa a orecchio ti suona meglio e cosa ti fa stare bene se ripetuta. Alcuni consigli che mi sento comunque di darti sono:
- evita le frasi negative, tipo: “Non mi manca nulla” al posto potresti dire: “Ho tutto ciò che mi serve davvero”;
- evita frasi che senti forzate o false per te;
- consiglio anche di evitare termini assoluti come “mai, sempre, ogni volta” o simili ed evita anche “ma” e “però”.
Porta pazienza e allena la tua mente. È possibile che all’inizio tutte le frasi che ti verranno in mente ti sembrino false, tutta fuffa. Ne so qualcosa…
Con il tempo e la pazienza mi sono abituata. Ho eliminato tutte le frasi che davvero non mi convincevano per poi concentrarmi su quelle che mi sembravano le più probabili. Si possono anche cambiare in base a come ci sentiamo o al periodo della nostra vita, non vi sono regole.
Puoi ripetere il tuo mantra della gratitudine volte al giorno, fermandoti un attimo, chiudendo gli occhi e respirando profondamente, ripetendo mentalmente la o le frasi da te scelte. Puoi farlo tenendo una mano sul tuo cuore, per rafforzare la sensazione di gratitudine.
Farlo ti ricorda che il presente è già ricco di risorse: un tetto, cibo, affetti, la tua salute, tutte cose che spesso diamo per scontate. Con il tempo vedrai che diventerà più facile e i benefici saranno concreti.
Imparare ad amare ciò che si ha è una delle abilità più trasformative che possiamo sviluppare. Non significa rinunciare ai sogni, ma smettere di rimandare la felicità al futuro.
Quando impari ad amare ciò che hai, scopri che non ti manca nulla. E tutto ciò che desideri diventa un regalo, non una necessità.

