Si sente spesso parlare di acido citrico sia in cucina che per effettuare pulizie e lavatrici, ma di fatto cos’è? Da dove deriva? Come si utilizza? Ne esiste un tipo solo o ce n’è più di uno? E dove possiamo acquistarlo?
Queste sono solitamente le domande più frequenti che riguardano questa sostanza che sta divenendo sempre più famosa, grazie anche a influencer come Irina di Spazio Grigio che nelle loro stories su Instagram ci fanno vedere come questo prodotto sia entrato a far parte della loro quotidianità casalinga.
Cos’è l’acido citrico e perché utilizzarlo
L’acido citrico è una sostanza che deriva dagli agrumi e si presenta inodore e, una volta diluita, incolore. Si utilizza spesso per andare a bilanciare pH eccessivamente basici.
In commercio si trova in varie forme di acido citrico:
- anidro, la versione più concentrata e non presenta molecole d’acqua;
- monoidrato, forma più diffusa, si differenzia dal fatto che le molecole d’acqua si associano alle molecole di acido citrico, 1:1;
- tetraidrato, come nel monoidrato, l’acido citrico si associa a molecole d’acqua, 1:3.
In commercio, questa sostanza si trova a gradazione alimentare, cosmetica e per le pulizie, quindi bisogna fare attenzione a cosa si sceglie di acquistare nel caso in cui volessimo utilizzarla in cibi e bevande.
Dal momento che l’acido citrico è di base un prodotto naturalmente contenuto negli agrumi, il suo impatto ambientale è minimo ed è quindi una sostanza ecosostenibile.
Come e dove utilizzare l’acido citrico
A livello industriale si utilizza spesso per bilanciare pH molto basici, come detto pocanzi, ma non è il suo unico utilizzo. A livello alimentare infatti viene utilizzato all’interno di alcuni alimenti quali marmellate e formaggi, con la dicitura E330, per aumentarne la conservazione. Nelle bevande, nelle caramelle e persino in alcuni gelati, viene anche utilizzato per esaltare i sapori.
Nell’ambito domestico invece possiamo utilizzarlo anche noi come conservante o esaltatore dei sapori. Ma possiamo usarlo anche per creare alcuni cosmetici, come le bombe da bagno, o come dopo shampoo nel caso in cui utilizziamo shampoo solido per esempio, dal momento che è un prodotto con pH basico. Il risciacquo acido, composto da 250 ml di acqua e due cucchiaini di acido citrico, nebulizzato sul capello umido e lasciato in posa per appena un paio di minuti aiuterà a contrastare molto un possibile effetto crespo, donando anche lucentezza oltre che morbidezza alla chioma.
Durante le pulizie invece possiamo usarlo come brillantante per la lavastoviglie, al posto dell’ammorbidente nella lavatrice, come anticalcare, per la pulizia degli scarichi e del water, nonché per pulire vetri, come anti-muffa, contro la ruggine e anche per pulire padelle incrostate. Ci basterà inserire in un contenitore dotato di spruzzino, vuoto e pulito, l’acido citrico e l’acqua (solitamente 1:10) e potremmo sostanzialmente pulire quasi tutta la nostra casa!
Dove evitarne l’utilizzo e dove acquistarlo
Ho detto “quasi tutta la nostra casa” poiché esistono superfici che è bene restino lontano dalle sostanze acide, come appunto quella di cui stiamo parlando. Le superfici dove si sconsiglia di utilizzare l’acido citrico sono:
- tessuti, nel caso in cui il prodotto NON venga diluito;
- legno;
- marmo;
- pietra naturale;
- pavimentazione in cotto e su qualsiasi altra superficie dove si sconsiglia utilizzo di prodotti con pH acido.
L’acido citrico si può acquistare in farmacia, nei negozi bio di sfuso, nei supermercati più forniti e, naturalmente, anche online su vari siti. Fai attenzione ad acquistare quello più adatto alle tue esigenze (gradazione alimentare o non) e assicurati che si tratti di puro acido citrico, con riportata nell’INCI solo la dicitura di Citric Acid.
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