Da anni inseguo il mito della vita perfetta, basta correre, basta fare lavori che mi buttano giù e sono lontani dal mio modo di essere, basta fretta. Solo io, un buon libro, una bella amaca in mezzo al verde, una casa che sento mia, con le mie creazioni all’interno, un piccolo orto, alberi da frutta, tempo per fare marmellate, succhi, sughi, composte, tempo per vivere e fare ciò che amo.
La dura verità
Ho una difficoltà immane a fare queste cose! Non perché non le ami, anzi, effettivamente le faccio tutte. Il problema è che per quanto io mi sforzi sono sempre di fretta, perennemente in ritardo.
Non riuscivo davvero a capire come fosse possibile. Ho lasciato un lavoro che non mi dava gioia (e l’ho fatto più di una volta), ho trovato una bella casa che sto ristrutturando con il mio compagno piano piano, mettendoci del nostro, esattamente come volevo. Ho abbandonato una moltitudine di attività che non portavano alcun valore alla mia vita, ho anche lasciato andare alcune relazioni perché non mi sentivo più allineata con quelle persone e volevo dedicare interamente il mio tempo a fare ciò che amo e che poteva darmi una crescita.
Eppure, inevitabilmente, ero (e sono ancora) di fretta. Continuo a ripetermi che è solo una fase, che ora è così ma che passerà e ora è così proprio perché non ho raggiunto il mio obbiettivo, mi sto impegnando per poi un giorno potermi rilassare.
Solo che a un certo punto mi sono fermata e ho pensato alla storia zen del pescatore e dell’uomo d’affari, e mi sono accorta che stavo facendo esattamente quello che suggeriva l’uomo d’affari nonostante fosse palesemente insensato.
Basta correre! Si, ma…
Ho capito che non arriverà mai il momento in cui potrò smettere di correre perché sono io che scelgo di farlo più o meno consciamente. Io potrei mettermi lì sull’amaca e leggere tutto il giorno, nessuno me lo vieterebbe mai. Eppure non lo faccio perché credo perennemente di dover fare di più per poi meritarmi di stare tranquilla e obbiettivamente credo che non ci sia nulla di più sbagliato di questo pensiero.
TUTTI meritano la serenità, il poter vivere una buona vita all’insegna di ciò che amano fare ed essere.
Ero arrivata al punto di mettere la sveglia alle 5:00 del mattino per poter fare yoga e attività fisica prima di iniziare le mie attività lavorative e la mia mente era così agitata per l’agenda che tragicamente riempivo fino a non avere più un micro angolino vuoto, da svegliare spontaneamente il mio corpo alle 4:30 circa e già con un’ansia addosso da paura!
Che senso ha una roba del genere?
Se le cose che faccio per stare bene finiscono per provocarmi ansia e sensi di colpa, perché farle? Mi ero impuntata che, cascasse il cielo, lo yoga e l’attività fisica nessuno me le avrebbe tolte, così, inevitabilmente, sono diventate fonte di frustrazione e stress aggiuntivo appunto come stavo dicendo.
Mi stupisco sinceramente del fatto che nonostante mi alzassi alle 4:30 circa, era già in ritardo. Era matematico, erano insostenibili le cose che pensavo di poter fare, bastava un minuscolo inconveniente (tipo trovare i 3 semafori rossi che mi separano dal paese dove vado a fare la spesa) o un briciolo di coda in più alla cassa o una persona amica che incontravo in uno spostamento, che diventavo per forza in ritardo.
Che senso ha una vita così?
Che senso ha avuto lasciare i lavori che odiavo per dedicare il tempo a ciò che amo se poi quando svolgo quelle attività sono in preda al panico e non me le godo per nulla?
Non ha un senso, ecco il punto!
Inizialmente, come ho detto, credevo che avrei fatto un periodo così, per poi essere tranquilla e godermela, la vita. la realtà è che quel momento non è mai arrivato e ho finalmente capito che se non sono io a preoccuparmi di farlo arrivare ogni giorno, le cose non cambieranno mai.
A oggi sto provando con tutte le mie forze a farlo. Il contesto in cui si vive incide tantissimo comunque: quando il mondo intero ti dice di che devi correre, che se ti fermi sei fallito, che ti mostra solo cose che vanno a delle velocità folli come le mode, i social, le vite perfette degli altri, è difficile fermarsi e ascoltarsi.
Difficile, si.
Impossibile, no.
Ancora una volta dunque mi ritrovo a cambiare la mia vita, a restaurarla per darle la forma che più mi sta meglio e mi piace. Ti aggiornerò su come va, è sicuramente un percorso lungo ma allo stesso tempo penso sia anche il migliore che esiste!
Spero che parlando apertamente di questa mia riflessione, leggerla possa averti dato uno spunto per prendere in mano la tua vita e, se lo necessita, di migliorarla e renderla ogni giorno più vicina a quello che senti affine a te.
Ti auguro il meglio, a presto e, mi raccomando: basta correre!

