Vai al contenuto

Avere rispetto di se stessi è un primo passo per…

    Non so se ti è mai capitato di udire la frase: “Se non si ha rispetto di se stessi come si pretende di avere quello degli altri?”

    Non parliamo quindi del rispetto che reciprocamente si dovrebbe portare agli altri ma di quello che dovremmo avere verso noi stessi. Una persona che si porta rispetto ha molte più possibilità di avere una vita serena.

    Ma perché questo e cosa significa la parola rispetto?

    Il rispetto è la base di una buona convivenza con gli altri, certo, ma anche con se stessi. Se non rispettiamo noi stessi per primi, chi dovrebbe farlo? E se non conosciamo il rispetto verso di noi, come potremmo proiettarlo sugli altri?

    Il dizionario ci dice che la parola rispetto ha molti significati. Il primo citato è questo:

    “Sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona”

    Seguito da:

    “Sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli”

    Leggendo queste due definizioni penso ci salti subito in mente che, quando una persona non si porta rispetto, allora ecco che stima, riguardo, dignità e diritto possono venire a crollare come un castello di carte portato via da una folata di vento.

    Senza rispetto verso noi stessi non avremmo alcuna stabilità su chi siamo e cosa vogliamo e saremo alla mercè della nostra mente oltre che degli altri.

     Avere rispetto di se stessi è un primo passo per…

    Essere persone più serene.

    Pensiamo per un momento a cosa s’intende con avere rispetto di se stessi.

    Direi che la prima cosa da dire è sicuramente riconoscere di essere una persona con diritti e doveri nei nostri tessi confronti e in quelli del mondo circostante. La seconda cosa potrebbe essere rispettare il nostro corpo. Del resto è l’unico che abbiamo, è la nostra casa e grazie a esso possiamo fare tutto ciò che facciamo. Come terza cosa dovremmo riconoscere di avere pregi e difetti e accettarli, accettarci così come siamo in questo momento. Se qualcosa non ci piace possiamo cambiarla, ma è necessario prima accettare che c’è un difetto e che comunque andiamo bene così.

    Rispettare le nostre idee e la nostra etica è un altro punto fondamentale. Questo non significa essere testardi e voler avere sempre ragione. Al contrario, vuol dire essere predisposti alla comunicazione e argomentare i propri pensieri senza imporre le nostre idee o giudizi, ma senza nemmeno calpestarle. Ciò che pensiamo e proviamo ha un valore che deve essere manifestato da noi in primis.

    Come uscire dal vortice

    Se siamo abituati a non avere rispetto per in nostro sé, ci sono delle cose che possiamo fare per porvi rimedio. Io ero una di quelle persone e per questo parlo per esperienza personale. Ma ne conosco tantissime altre e potrei portare vari esempi. Per uscire da questo spirale di insoddisfazione e frustrazione è utile seguire i passi sopracitati, uscire dalle dipendenze e accorgerci che siamo persone libere di fare meraviglie e ne abbiamo tutto il diritto.

    Bellissimo da dire e da scrivere, peccato che da realizzare non sia esattamente così immediato. A me personalmente ha aiutato moltissimo lo yoga e la meditazione. Ma per me la vera consapevolezza di chi ero stata, chi ero e chi potevo essere è arrivata come un lampo che dal cielo si scaglia sulla terra. Dopo molto tempo che lavoravo su me stessa ho raggiunto una presa di coscienza molto forte che però è arrivata appunto tutta di getto. È stato molto bello e allo stesso tempo un po’ spaventoso. Però posso dirti che da lì le cose sono andate sempre meglio (non che non ci siano state difficoltà comunque).

    Spero tanto di esserti stata d’aiuto. Ti ricordo come sempre che puoi condividere l’articolo e lasciare un mi piace qua sotto. Per non perderti nulla ti consiglio di iscriverti alla newsletter gratuita e di seguirmi sui social se già non lo fai =)

    Rispondi