Se già mi conosci sai che adoro le storie orientali che posseggono insegnamenti più o meno nascosti e per questo motivo ti propongo la storia dei due vasi e di come alcuni apparenti difetti possano rivelarsi importanti qualità nascoste.
La storia dei due vasi
C‘era una volta nella lontana India, un contadino che raccoglieva l’acqua ogni giorno e la portava al mercato per venderla e mantenere così la sua famiglia.
Ogni giorno dunque, si recava al ruscello con due grandi vasi legati all’estremità di un palo di legno che portava sulle spalle. Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto.
Quando arrivava al mercato, il vaso integro conteneva tutta l’acqua raccolta e gli fruttava la paga quotidiana completa, mentre il vaso rotto ne faceva fuoriuscire la maggior parte, quindi la paga era di molto inferiore.
Per anni e anni il contadino continuò giorno dopo giorno questo tragitto tutte le mattine con i due vasi, senza mai cambiarli.
Il vaso perfetto assolveva il compito per cui era stato costruito e ne era orgoglioso mentre invece il vaso rotto si vergognava del proprio difetto e non capiva perché il contadino continuasse a servirsi di lui, quando poteva prenderne un altro dalla sua riserva e ricevere un compenso maggiore dalla vendita dell’acqua.
Un giorno decise dunque di chiedere al contadino come mai continuasse a usarlo visto le perdite di soldi e materiale che derivavano da quella sua scelta.
La risposta dell’uomo fu sorprendente:
“Ho sempre saputo del tuo difetto e così ho piantato semi di fiori lungo il sentiero dal tuo lato. Ogni giorno, mentre tornavamo dal ruscello, tu li annaffiavi. Grazie a te ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la mia tavola. Senza il tuo essere semplicemente come sei, non ci sarebbero quelle bellezze ad abbellire la mia casa”.
I difetti potrebbero non essere tali
Questa semplice storia fa riflettere su come ciò che noi potremmo definire difetti, potrebbero generare qualcosa di buono, dei momenti di gioia e serenità.
Tendiamo spesso a essere i peggiori giudici di noi stessi. Lo so, è una frase sentita e risentita, ma credo davvero che sia vera. Siamo spesso propensi a parlare di noi stessi e/o a noi stessi in maniera giudicante e negativa. Senza mai soffermarci sul fatto che magari potrebbe esserci qualcosa di più profondo e meraviglioso piuttosto che meri difetti. Piuttosto che qualcosa che non vorremmo mai o che vorremmo cambiare disperatamente.
Ti lascio riflettere e trarre le tue conclusioni sulla base di quanto hai appena letto. Secondo me è bello che ogni persona da queste storie possa trarre il proprio insegnamento senza essere forzato a un’unica risposta.
Spero che la storia ti sia piaciuta e ti auguro di essere più gentile verso te stessa/o =)

