Eliminare il cibo in confezioni di plastica è una scelta fondamentale per migliorare la salute personale e tutelare l’ambiente. Negli ultimi anni, la crescente consapevolezza sui danni causati dalla plastica usa e getta ha spinto molte persone a ricercare alternative sostenibili. La plastica negli imballaggi alimentari è infatti una delle principali fonti di inquinamento globale. Approfondiamo quindi perché è importante eliminare il cibo in confezioni di plastica e quali alternative ecologiche adottare per una spesa più consapevole e responsabile.
Perché è importante eliminare il cibo in confezioni di plastica
La plastica monouso, secondo quanto riportato nel 2022 dal WWF, rappresenta circa il 50% dei rifiuti plastici globali, contribuendo all’inquinamento di oceani e suolo. Le microplastiche si trovano ormai in quasi tutti gli ecosistemi, entrando anche nella catena alimentare e causando un impatto negativo sugli animali e sull’uomo.
Secondo l’organizzazione mondiale della sanità, questo dato è molto preoccupante, soprattutto perché molti studi sugli effetti prolungati dell’ingestione di microplastiche sono ancora in corso. Non esiste ancora un consenso unanime da parte degli enti per la salute pubblica su una soglia di sicurezza ufficiale per l’ingestione di microplastiche. La varietà di forme, dimensioni e additivi chimici rende complessa la definizione di un limite preciso. Le valutazioni tossicologiche su cellule umane o animali in laboratorio sono ancora in corso e spesso portano esiti diversi. Motivo per cui penso conveniamo tutti che sia molto meglio evitare per quanto possibile la plastica monouso e a contatto con gli alimenti.
Alternative per eliminare il cibo in confezioni di plastica
Sostituire i prodotti confezionati in plastica con alternative sostenibili è più facile di quanto si pensi. Ecco 10 valide opzioni:
- prodotti sfusi: acquistare frutta, verdura, legumi, cereali e spezie sfusi permette di evitare imballaggi e ridurre i rifiuti;
- contenitori in vetro: preferire alimenti confezionati in barattoli di vetro, che sono riciclabili e non rilasciano sostanze tossiche;
- sacchetti di stoffa o rete: per la spesa di ortaggi e frutta, utilizzare sacchetti riutilizzabili in cotone o canapa, che sono più resistenti e durevoli;
- cibi freschi locali: scegliere mercati locali o fattorie dove si possono acquistare prodotti senza imballaggi;
- pane e prodotti da forno sfusi: anziché acquistare prodotti industriali, possiamo acquistare i prodotti da forno freschi dai panettieri ed eventualmente congelarli per conservare eventuali eccessi;
- formaggi e salumi da banco frigo o bottega dedicata: anche qua, preferire prodotti sfusi, acquistati al banco-frigo o nei negozi dedicati e, nel limite del proprio possibile, acquistare pochi prodotti di questa categoria che non fanno bene né a noi, né all’ambiente;
- barattoli riutilizzabili per conserve e sughi fatti in casa: se possibile, preparare succhi, conserve, sughi, marmellate e altri prodotti simili in casa, conservandoli in barattoli di vetro riutilizzabili;
- acqua in bottiglie di vetro o borracce riutilizzabili: la cosa forse più impattante che possiamo fare visto quanta acqua in bottiglia consuma il nostro paese è evitare bottiglie di plastica usa e getta;
- preparare alimenti freschi in casa: riduce l’acquisto di cibi confezionati, solitamente in plastica appunto, migliorando anche la qualità alimentare sia da un punto di vista nutrizionale che di gusto;
- acquisto di prodotti a marchio zero waste: a volte è necessario acquistare un pasto pronto, quindi basta fare attenzione a cosa scegliamo. Molte aziende infatti offrono prodotti confezionati senza plastica.
Queste alternative consentono di eliminare il cibo in confezioni di plastica, proteggendo così la salute e l’ambiente.
Ma è davvero possibile eliminare tutta la plastica dalla nostra alimentazione?
Detto in tutta onestà: SI!
Una volta la plastica non esisteva eppure ce la si faceva a meraviglia ugualmente con altri materiali. Sarebbe comunque sciocco sostenere che eliminare ogni possibile traccia di plastica dalla nostra spesa sia facile perché purtroppo non lo è. Ci hanno abituati a una così vasta scelta di prodotti, molti dei quali già pronti al consumo immediato. Ci siamo abituati a un tasso di comodità molto elevato e, per abbattere i costi, la maggior parte degli imballaggi è o contiene plastica. Detto questo, non è impossibile vivere senza come ho già detto. Ritengo che un buon compromesso potrebbe essere quello di cercare di eliminare quanta più plastica possibile dalla nostra spesa, senza flagellarci se a volte si acquista qualcosa contenuta in essa.
Io a tal proposito ho ridotto drasticamente la plastica seguendo i 10 punti che ho citato sopra. Alcuni non li ho mai fatti proprio, tipo acquistare salumi in vaschette (e non solo perché sono vegetariana, ma perché proprio non avevo l’abitudine di acquistarli confezionati), oppure acquistare cibo fuori casa. Di solito se so che devo mangiare fuori cerco di trovarmi del tempo per prepararmi qualcosa da asporto fatto da me, o al massimo mi reco in un bar o in una panetteria e prendo qualcosa del genere. Non ho mai acquistato le classiche insalatone confezionate al supermercato per dire.
Nel raccontare questo comunque NON ho alcuna intenzione di dare un giudizio a chi invece questa cosa l’ha fatta o la fa. Semplicemente io non la facevo e quindi non mi sono dovuta impegnare in tal senso. Invece io acquistavo una valangata di bottiglie d’acqua una volta e grazie al cielo è diversi anni che sono passata alla classica borraccia da riempire, che è pure termica quindi decisamente molto meglio, soprattutto d’estate!
Riassumendo quindi, riducendo la plastica, si contribuisce a diminuire l’inquinamento da microplastiche. Inoltre, scegliere prodotti senza plastica spesso significa privilegiare alimenti freschi e meno processati, con un evidente vantaggio nutrizionale.

