Hai mai sentito parlare di green washing?
Tradotto dall’inglese in “ecologismo/ambientalismo di facciata”. Con questo termine si indicano le manovre aziendali atte a far credere ai consumatori che quelle determinate aziende sono sensibili al tema della sostenibilità. Aziende che si preoccupano e hanno a cuore l’emergenza climatica, la produzione attraverso prodotti di riciclo, zero waste ecc.
Qual è la realtà
La verità è che molte industrie adottano questo tipo di pubblicità ingannevole per dare l’impressione di preoccuparsi del pianeta, come abbiamo detto poco fa. Ma dei fatti, però, seguono la solita linea capitalista per cui l’importante è produrre e vendere.
Facciamo un esempio:
Sono un’azienda che produce cosmetici. I miei prodotti avranno certamente necessità di avere un packaging che potrà essere di vari materiali. Sempre per ipotesi, diciamo che la confezione di vetro di costi 0,50 €, quella di alluminio 0,35€ e quella di plastica 0,20€.
La scelta più ecologica sarebbe quella di mettere il mio prodotto nella confezione di vetro. Ovviamente questa scelta è spesso la più costosa. Potresti pensare che si parla di 30 centesimi ed è ridicolo elemosinare su una cifra del genere e avresti tutta la mia simpatia nel pensarlo. Il fatto è bisogna considerare che non produco una confezione ma magari ne produco un milione.
0,30€ x 1.000.000,00 = 300.000€
Soldi che potrei risparmiare utilizzando il packaging di plastica.
Ultimamente però penso che tutti noi abbiamo notato che il pianeta sta soffrendo. Le temperature sono altissime, l’acqua scarseggia e le poche volte che arrivano i temporali si ha sempre paura di un disastro. Stiamo esaurendo sempre più in fretta le risorse del pianeta (l’overshoot day è avvenuto quest’anno, 2022, il 15 maggio in Italia). La terra non ce la farà più per molto tempo a questo ritmo e pian piano stiamo iniziando a subirne le conseguenze, ritenute incontrovertibili.
Le aziende lo sanno bene ma non sono comunque disposte a rinunciare a un maggior guadagno, quindi come fanno?
Si appellano al green washing
Per cui potrebbero dire che:
- utilizzano plastica che può essere riciclata al 100%;
- usano plastica riciclata per produrre il packaging e che questa è la scelta migliore;
- i loro prodotti sono creati in aziende che funzionano tramite energie rinnovabili;
- le materie prime che utilizzano nella produzione sono sostenibili ecc.
Potremmo andare avanti per un bel po’… Purtroppo esistono molte scuse di questo tipo e si basano principalmente su:
- non dichiarare esattamente le cose come stanno con prove certe e certificazioni adatte;
- restare vaghi e dare da intendere che è in un modo, senza però esprimerlo apertamente (per esempio con l’utilizzo di immagini o diciture che danno un senso di responsabilità verso l’ambiente quando però, in realtà, restano solo immagini e parole su un flacone);
- far risaltare i punti deboli del prodotto come fossero punti di forza (vedi esempio di “plastica riciclabile al 100%”);
- decantare le qualità di un prodotto come sostenibili quando, nel lato pratico, non centrano davvero nulla con la sostenibilità.
Ci tengo però a precisare che NON tutte le aziende fanno green washing!
Come difendersi da queste infime manovre commerciali
La risposta è solo una ed è davvero semplice:
INFORMARSI
Informarsi bene e con attenzione è la chiave per scampare alle insidie del green washing. Dobbiamo essere dei consumatori consapevoli, porci delle domande e ricercare risposte veritiere ed esaustive.
Non fermiamoci al: “La Ciccio Baliccio afferma che tale prodotto è sostenibile”.
Chi è “La Ciccio Baliccio”? Dove opera? Quali qualificazioni ha per fare tale affermazione? Lavora come parte del team interno dell’azienda produttrice del prodotto che certifica?
Lo so sembrano tante domande e ricercarne le risposte può sembrare un’impresa titanica, ma molto spesso basta il buon senso:
se “La Ciccio Baliccio” fa parte del team interno già ci fa pensare che sia poco probabile che certificherebbe qualcosa che va contro agli interessi di quell’azienda. Quindi il fatto che la certifichi in modo positivo non è che sia una gran rivelazione dopo tutto.
Perché stare attenti al green washing
Noi consumatori siamo continuamente bombardati da pubblicità. Le aziende ci creano bisogni che non abbiamo, che ci rendono infelici poiché iniziamo a provare un senso di privazione, e ci presentano i loro prodotti come soluzioni.
La cosa migliore è praticare il minimalismo, questo certamente, ma anche così potrebbe non bastare. Il pianeta è uno solo. Perché continuiamo a fantasticare di colonizzarne uno nuovo (che NON potrebbe mai sostituire il nostro) quando potremmo semplicemente prenderci cura della nostra Terra che è straordinariamente bella e ospitale per noi?
Se pensi che una sola persona, come potresti essere tu o io, non fa la differenza, beh…
Hai ragione al 100%!
Ma se io lo faccio, tu lo fai, lei lo fa, loro lo fanno… Non siamo più una sola persona, ma tanti singoli individui che fanno effettivamente una differenza.
Il ragionamento è lo stesso applicato ai 30 centesimi di prima: 0,30€ a confezione è nulla, ma moltiplicato per una certa cifra fa davvero moltissimo!
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