Sono state date molte definizioni al turismo solidale e molte credenze generali sono legate proprio ai viaggi solidali. Dopo aver letto un po’ sull’argomento, ho deciso di dare la mia personale interpretazione a questo meraviglioso modo di viaggiare!
I viaggi solidali sono una delle forme di turismo più belle che esistano al mondo.
Essi ci permettono di stare a stretto contatto con popoli antichi e ricchi di cultura. Ci permettono di poter aiutare il prossimo e di donare mezzi per una vita migliore e serena per le persone locali. I viaggi solidali sono uno stupefacente mezzo di crescita personale che ci pone davanti alle cose che sono davvero importanti.
Per farla più semplice, questo particolare modo di viaggiare è unico e ti riempie il cuore di gioia ed ha la capacità di trasmettere davvero moltissimo. Quindi si, se te lo stavi chiedendo, è la mia forma di viaggio preferita!
Sono un po’ di parte dunque, lo ammetto, ma resta il fatto che tutto ciò che ho detto corrisponde a verità.
Ma in che cosa consiste un viaggio del genere e com’è possibile farlo?
Quando si fa un viaggio solidale lo scopo è quello di dare un aiuto concreto alla popolazione solitamente molto povera. Bada bene che “aiuto concreto” non è semplicemente tirare fuori il portafogli, ma anzi è “sporcarsi le mani” e lavorare per dare il proprio contributo!
Vai in un paese con un alto tasso di analfabetizzazione e sei in grado di insegnare alla popolazione a scrivere e leggere? Perfetto!
Sei un muratore e c’è da sistemare una casa? Ottimo, sei d’aiuto!
Non sai fare nulla di utile e non puoi aiutare?
Beh, ti sbagli!
Ci sarà sempre qualcosa che puoi fare per aiutare gli altri, soprattutto quando le tue intenzioni sono proprio di dare una mano: puoi aiutare a prendere l’acqua dal pozzo o dal fiume e portarla a chi non è in forze, ad esempio. Ti garantisco che se hai voglia di fare, le competenze utili in quelle situazioni sono così numerose che la tua salterà fuori e magari scoprirai di averne molte, anziché una soltanto!
Attenzione al denaro
Puoi contribuire anche a livello economico, certo, ma dobbiamo sempre ricordare che l’elemosina NON è qualcosa di positivo! Pone la popolazione a credere di essere inferiore e di necessitare l’aiuto di un benefattore, e non è giusto. Sono persone che hanno bisogno d’aiuto, certo, ma non di sentirsi sminuite e d’entrare in un circolo vizioso di sottomissione per compiacere chi potrebbe dar loro denaro. Dunque usa i tuoi soldi saggiamente e poniti sempre come un loro pari. Non sei migliore o peggiore, ti è semplicemente capitato di nascere in un luogo più favorevole.
Inutile dire che si deve avere rispetto assoluto per le persone, ma anche per le tradizioni, le usanze e l’ambiente. Siamo ospiti e il fatto che prestiamo aiuto gratuitamente non deve mai essere un pretesto per essere maleducati.
Come s’intraprende un viaggio solidale
Per quanto riguarda il “come” fare un viaggio del genere, prima di tutto vorrei dirti che puoi star tranquilla/o. Non dovrai per forza rivolgerti ad associazioni o agenzie con pacchetti “preconfezionati” di esperienze del genere. Anzi potrai tranquillamente caricare il tuo zaino in spalla e partire anche alla “fai da te”! Ovviamente i due modi di affrontare la cosa cambieranno la tua esperienza in merito. Per spiegarmi meglio ti farò un esempio.
Quando io andai in Burkina Faso ero con un’associazione, questo mi permise di essere accolta in ospedale per fare clown therapy. Cosa che da persona singola sarebbe stato molto più difficile ma, in ogni caso, non impossibile.
Inoltre, ebbi la possibilità di assistere alle riunioni della popolazione riguardo la scuola elementare che era in costruzione grazie proprio all’associazione. Potei vedere come veniva montata una pompa a pannelli solari per prendere acqua potabile dal sottosuolo e molto altro. C’è però da dire che vissi poco con le famiglie del luogo, a differenza di tre uomini che andarono lo stesso periodo, senza alcuna associazione.
Loro avevano affittato una piccola stanzetta e si occupavano di fare dei lavori di manutenzione alla struttura dell’orfanotrofio. Passavano dunque tutto il loro tempo a vivere come e con i locali. Certamente questo ti permette di entrare più in sintonia con le persone del luogo e di fare un’esperienza differente.
Non credo che ci sia un modo più corretto per fare questo tipo di viaggio. Forse mi sentirei di consigliare a chi è alle prime armi, di affidarsi ad un’associazione seria. E ci tengo molto a dire che con associazione non s’intende per forza un’associazione religiosa. Per il resto sono ambedue possibilità valide anche se differenti.
Perché fare dei viaggi solidali
A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi perché darsi tanto disturbo per andare a lavorare gratis nei paesi poveri. Se sei una di quelle persone, spero davvero che continuerai a leggere queste ultime righe. E spero tanto di trovare le parole più giuste per riuscire a trasmettere quanto queste esperienze possano donarti consapevolezza, rispetto e una grande crescita personale.
Parliamo di persone che spesso non hanno la possibilità di nutrirsi adeguatamente per sopravvivere. Stiamo parlando di non avere acqua potabile comodamente a casa, ma neanche a chilometri di distanza e di essere costretti a tentare la sorte, bevendo da pozze grigie e luride, per poter placare la sete.
Discutiamo di morte per un banale raffreddore, per evitare di parlare di cose molto più gravi e strazianti. Parliamo di donne e uomini senza lavoro o costretti a lavorare 18 ore al giorno per arrivare a stento a sopravvivere. Discutiamo di case distrutte e barcollanti, di tetti in lamiera o tendopoli immerse nel fango.
Stiamo parlando d’ignoranza e di analfabetismo di bambini che a causa anche di questo resteranno con un futuro incerto e, probabilmente disastroso. Parliamo di sfruttamento, di ingiustizie, di veri e propri crimini e violenze contro persone che necessitano d’aiuto.
Del nostro aiuto.
Perché se non lo farai tu, chi ci penserà? E non importa quanto poco pensi di essere utile. Comprenderai di essere prezioso e indispensabile. E questa consapevolezza, la consapevolezza di poter dare loro conforto, la certezza che anche solo un sorriso rubato possa essere stato un po’ d’aiuto, la speranza di poter rendere loro un futuro migliore, vale ogni tuo piccolo o grande sforzo.

