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Ikigai e serenità: la chiave giapponese per dare senso alla vita

    ikigai

    Sentiamo spesso parlare di ikigai, ma cos’è veramente? E soprattutto, è davvero così semplice trovarlo? Vediamolo insieme.

    Ikigai è un termine difficile da tradurre in lingua italiana, poiché nel nostro vocabolario non possediamo una parola che stia a indicarne la corretta traduzione. Potremmo però dire che è il principio che rende ogni giorno degno di essere vissuto. Questo metodo orientale di ricerca della propria ragione di vita ha conquistato il mondo moderno grazie alla sua capacità di unire passione, talento e utilità sociale. Scoprire il proprio ikigai significa trasformare il lavoro in piacere e il piacere in contributo concreto. Iniziamo vedendo qualcosa in più sul significato di questo termine.

    Origini e significato: dal Giappone all’occidente

    Il termine ikigai nasce dall’unione di “iki” (vita) e “gai” (valore o motivo). Sin dal periodo Heian (794–1185) in Giappone, il concetto compariva nei manoscritti dedicati alla salute e alla filosofia zen. Nei villaggi di Okinawa, gli abitanti vivevano più a lungo grazie a una routine quotidiana scandita da scopi chiari e relazioni solide. Le ricerche sulle cosiddette Blue Zones, condotte da Dan Buettner, hanno confermato che un forte senso di scopo migliora l’aspettativa di vita.

    Durante il ‘900 filosofi come Nishida Kitarō elaborarono l’idea di “io collettivo” che fondeva il singolo con la comunità. Nel XXI secolo i giornalisti Héctor García e Francesc Miralles hanno tradotto questo sistema in un modello a quattro cerchi. Il primo cerchio unisce ciò che ami, il secondo ciò in cui sei bravo, il terzo ciò di cui il mondo ha bisogno e il quarto ciò per cui puoi guadagnare. Quando tutte le aree si sovrappongono nasce l’ikigai.

    Il successo del libro “Ikigai: Il metodo giapponese” ha portato questo termine nelle file di life coach e manager occidentali. Da allora l’ikigai è diventato sinonimo di equilibrio tra realizzazione personale e impatto sociale.

    L’importanza di trovare il proprio ikigai: vantaggi concreti per mente, corpo e relazioni

    Trovare l’ikigai produce benefici misurabili. Numerosi studi in psicologia positiva attribuiscono al senso di scopo una riduzione del 30% dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Le persone motivate da un ikigai mostrano maggiore resilienza, capacità di adattarsi a eventi avversi e un sonno più profondo.

    Sul piano sociale l’ikigai favorisce reti di supporto solide. Chi agisce secondo il proprio scopo tende a impegnarsi in attività di volontariato e a mantenere legami duraturi. In Giappone molte attività culturali locali, dai festival dedicati alla fioritura dei ciliegi ai laboratori artigianali, si basano sul concetto di ikigai condiviso.

    L’ikigai rivoluziona anche il lavoro. Le aziende che integrano questa filosofia riducono il turnover fino al 40%. Workshop mirati a identificare l’ikigai dei dipendenti aumentano la creatività e migliorano la performance di squadra. Il risultato? Progetti più innovativi e collaborazioni più armoniche.

    Consigli per scoprire il tuo ikigai

    Individuare il proprio ikigai richiede un approccio strutturato e continuo. Informandomi, ho evidenziato questi sei punti che possono aiutare a trovare il proprio ikigai.

    1. Auto-riflessione intensiva

    Dedica almeno una settimana a scrivere su un diario le tue passioni, le tue competenze e i tuoi valori personali. In ogni riga includi esempi concreti, chiari e nitidi e anche le emozioni che provi e come passa il tempo mentre svolgi queste attività.

    Se hai difficoltà a farlo perché senti di non avere passioni o cose che ami fare, prenditi un periodo dove poterti ritagliare del tempo per te e per provare cose nuove e capire cosa ami e cosa no, oltre a ciò per cui sei portato e ciò che invece ti viene difficile fare.

    Se credi di non avere tempo “da perdere” in questo modo, imponitelo. Come se questo tempo fosse un lavoro a tutti gli effetti, con delle scadenze ben precise da rispettare e la procrastinazione fosse assolutamente vietata.

    2. Analisi dei bisogni del mondo

    Raccogli articoli, casi di studio e dati sui lavori più richiesti attualmente. Se nessuno di quelli che trovi ti sembra adatto, cerca ancora.

    Prova anche a cambiare prospettiva, per esempio: io amo scrivere e, per il momento, non è che le case editrici bussino alla porta della gente perché nessuno scrive più. Tuttavia posso comunque affinare le mie competenze per poi provare a scrivere un libro e vedere come va, oppure posso propormi come articolista online o lavori simili che comprendano comunque la scrittura, almeno per iniziare. O un altro esempio: amo leggere, ma nessuno ti paga per leggere, no? Sbagliato! Posso fare dei corsi di lettura per imparare a dare più enfasi a ciò che leggo e registrare audiolibri oppure posso aprire un podcast dove semplicemente leggo e magari commento, e vedere come va. Non diamoci per vinti ancora prima di averci provato, non si può mai sapere.

    Quindi metti in relazione le tue capacità con le esigenze reali di un pubblico o di una comunità e direzionati verso quella via.

    3. Interviste e feedback

    Parla con colleghi, amici e mentori. Rivolgiti a chi ti conosce bene e chiediti quali punti di forza riconoscono in te. Spesso l’ikigai si rivela da fuori.

    4. Sperimentazione pratica

    Crea progetti che uniscano le tue passioni con un impatto sociale. Può trattarsi di un workshop, un blog, un vlog, un podcast o un’attività di volontariato. Misura emozioni e risultati e vedi come va. A volte ciò che sembravamo bramare così tanto si rivela qualcosa che non vogliamo realmente, almeno non come lavoro magari. E a volte, qualcosa che mai avremo pensato di fare, si mostra per ciò che è: il nostro ikigai.

    5. Valutazione quantitativa

    Crea una scala di valori e assegna a ogni progetto un punteggio in termini di soddisfazione personale, valore sociale e sostenibilità economica. Confronta i risultati per individuare dove si uniscono i vari punti e dove potrebbe quindi essere il tuo ikigai.

    6. Revisione continua

    L’ikigai evolve con le esperienze. Mantieni un diario di bordo con riflessioni, successi e nuove sfide e valuta nel tempo se quell’attività che hai intrapreso continua a portare valore alla tua vita.

    Seguendo questo percorso puoi far emergere il tuo autentico ikigai. Ricorda che Viktor E. Frankl, nel suo “Man’s Search for Meaning“, sosteneva che la ricerca di significato è il motore che spinge l’essere umano oltre le difficoltà e l’ikigai ha lo stesso potere trasformativo.

    Ricorda comunque che a volte il proprio ikigai non è monetizzabile. Questo perché magari è qualcosa di estremamente semplice (non facile) come trovare il proprio equilibrio e vivere la propria serenità. Un esempio di questo secondo me, ci viene dato dal film giapponese “Perfect days”, che ti consiglio davvero di guardare.

    Ti auguro di trovare presto il tuo ikigai e di vivere una vita piena e serena.

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