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Il Buddismo come stile di vita

    Buddismo

    Molte persone ritengono che il Buddismo sia una religione, tuttavia molte altre invece lo definiscono uno stile di vita. Nel Buddismo effettivamente non si parla di Dio come qualcosa di esteriore a noi, ma anzi ci si identifica con la luce che appartiene a ogni essere in varie forme.

    Buddha non è Dio, bensì un semplice uomo, per così dire, che circa 2500 anni fa è riuscito a trovare l’illuminazione, infatti la parola Buddha significa illuminato/risvegliato.

    Le quattro nobili verità su cui si poggia il Buddismo

    Il Buddha disse che esistono quattro nobili verità che sostanzialmente potremmo definire “inattaccabili” e leggendole tra poco penso che capirai il perché.

    La prima nobile verità è la sofferenza. La sofferenza esiste e ci accompagna durante la vita già dal momento della nascita, fino alla nostra morte. È necessario conoscerla, comprenderla e accettarla per poter vivere serenamente. Questo ovviamente non sta a intendere una resa totale alla casualità della vita, ma a un atteggiamento consapevole e intenzionale verso ciò che non è e non potrà mai essere sotto al nostro controllo.

    La seconda nobile verità è l’origine del dolore. Per intenderci meglio si dice che ogni sofferenza ha un’origine, una causa, e questa causa è il desiderio. Quest’ultimo fa si che in noi crescano aspettative, a volte sempre più grandi e irraggiungibili. Quando i nostri desideri vengono delusi compaiono rabbia e frustrazione, spesso accompagnati da una serie di emozioni altrettanto discutibili. Ma anche quando i nostri desideri si trasformano in realtà, non sono mai abbastanza. Tendiamo sempre a desiderare qualcosa in più.

    La terza nobile verità è la cessazione del dolore. Se si riesce ad allontanarsi dal desiderio si può riuscire a far cessare il dolore e apprezzare ciò che già abbiamo così com’è. Per farlo il Buddha ci dice che anziché ricercare appunto ciò che non è in nostro possesso dovremmo invece lavorare su ciò che abbiamo. Non cerchiamo dunque di essere felici se non lo siamo, lavoriamo sull’apprezzare dove siamo, anche se è un momento davvero buio e triste. Cerchiamo di diminuire il nostro dolore (elemento presente) cambiando la nostra prospettiva. E cambiando lei, cambierà tutto.

    La quarta nobile verità è la via che porta alla cessazione del dolore. Oltre a quanto detto pocanzi, esiste secondo il Buddismo un sentiero in grado di riportarci sulla via dell’illuminazione: l’ottuplice nobile sentiero.

    L’ottuplice nobile sentiero

    Sono otto punti pratici, se così vogliamo definirli, che ci portano sulla via dell’illuminazione.

    Il primo punto è la retta visione. Sta a intendere il nostro modo di vedere il mondo, compresi gli altri esseri viventi, le persone e noi stessi.

    Il secondo punto è la retta intenzione/il retto pensiero. Essere dunque padroni della propria mente e liberarsi dall’attaccamento.

    Il terzo punto è la retta parola. Essere in grado di comunicare in maniera adeguata, consapevole, amorevole con gli altri ma anche con noi stessi.

    Il quarto punto è la retta azione. È sostanzialmente ciò che facciamo ed è strettamente legato al retto pensiero e alla retta parola. Le nostre azioni dovrebbero essere guidate da nobili intenti, senza andare a ricercare vantaggi di nessun genere.

    Il quinto punto è la retta sussistenza. Con sussistenza s’intende il vivere in modo equilibrato e l’avere un lavoro, un mezzo di sostentamento, che sia in linea con il nostro essere e che non arrechi danno a terzi.

    Il sesto punto è il retto sforzo. Questo concetto intende che dovremmo impiegare i nostri sforzi, le nostre forze, verso il giusto cammino. Quando qualcosa non va è possibile che stiamo dedicando la nostra attenzione alle cose sbagliate. È necessario dunque fermarsi, ascoltarsi e ascoltare cosa l’universo ci chiede e aggiustare il tiro in buona sostanza. Non vuol dire che ciò che stavamo facendo non era giusto, ma magari che la strada che avevamo pensato di percorrere non era la migliore. Dunque potremmo dover cambiare strada ma sempre con l’intenzione di andare nello stesso posto in buona sostanza.

    Il settimo punto è la retta presenza mentale. Solo due parole: qui e ora. La vita è qui, ovunque tu ti trovi, ed è ora, in questo istante. Richiede presenza, consapevolezza e attenzione.

    L’ottavo punto è la retta concentrazione. La meditazione è ciò che porta alla concentrazione.

    Il Buddismo come stile di vita

    Mi rendo conto che spiegare una tradizione millenaria e così profonda in poche righe non è sicuramente esauriente. Tuttavia penso che da ciò che hai lette avrai notato che non si parla di qualcosa di esterno, ma soltanto dei cambiamenti che si possono attuare all’interno di noi. Abbiamo controllo solamente su quello e probabilmente è proprio da lì che dovremo iniziare.

    Per questi motivi una persona potrebbe tranquillamente essere buddista e al tempo stesso cristiano, islamico, ebreo, indù, taoista, ateo, agnostico e così via.

    Spero che questo articolo ti sia piaciuto, se è così ti ricordo che puoi condividerlo e lasciare un mi piace qua sotto. Io personalmente sono buddista da anni ormai, o almeno ci provo, e devo dire che mi trovo benissimo =)

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