Vai al contenuto

Il mio zaino minimalista per viaggiare a Napoli

    Fino ad oggi, lo zaino più minimal che io abbia mai fatto è stato quello che mi ha accompagnata a Napoli.

    La notte del 18 settembre ’22 sono tornata dal mio viaggio a Istanbul. La mattina ed il pomeriggio di quello stesso giorno lavoravo e alle 3:30 del 19 settembre ero nuovamente in partenza, direzione Napoli. Penso sia inutile dire quanto fossi esausta e quanto poco tempo avessi a disposizione per disfare le valigie e rifarle.

    Così, molto semplicemente, una volta rientrata da lavoro ho fatto una doccia e mi sono buttata nel fare lo zaino. Ho scelto di portare uno zainetto relativamente piccolo e versatile poiché sarei rimasta pochi giorni e quel bagaglio sarebbe stato sulle mie spalle per quasi tutto il tempo.

    Cosa ho messo nello zaino per andare a Napoli

    Nello zainetto ho inserito:

    • “La Pura Vida”, il libro di Gianluca Gotto;
    • una maglietta delle maniche corte in cotone;
    • un paio di short di jeans;
    • il pigiama composto da pantaloncini corti e una maglietta delle maniche corte in cotone;
    • la biancheria intima, un cambio al giorno;
    • lo spazzolino con il dentifricio in capsule;
    • la spazzola per i capelli;
    • la mia immancabile saponetta 3 in 1 (viso, capelli e corpo);
    • la lavetta;
    • gli infradito;
    • due elastici per capelli;
    • il caricabatterie del cellulare;
    • il cellulare;
    • il portafoglio con i documenti e 60€ in contanti;
    • fazzoletti.

    Addosso invece partico con una canottiera, una maglietta delle maniche corte, una delle maniche lunghe in cotone, una felpa leggera, un paio di leggins lunghi ma leggeri e delle scarpe da ginnastica.

    Non ho riflettuto troppo su cosa portarmi dietro, ma ho commesso l’errore di pensare al “non si sa mai…”

    Anche qui c’era del superfluo…

    Nonostante mi sembrasse di aver già messo poco, arrivata a Napoli mi sono accorta che non avrei assolutamente usato alcune cose. Il tempo cambiava repentinamente e c’era parecchio vento. Non ho mai utilizzato i pantaloncini corti per dormire né quelli per girare in città. L’ostello segnalava che ci sarebbero state le lenzuola ma, aimè, c’era solamente il coprimaterasso e senza un lenzuolo di nessun genere, era quasi impossibile dormire in pantaloncini. Ci ho provato la prima sera, ma è stato inevitabile infilarsi i leggins che ho indossato durante il giorno per riuscire a dormire senza sentire freddo.

    Per quanto riguarda i pantaloncini di jeans invece li avrei messi volentieri il primo giorno che faceva molto caldo, ma non ho mai avuto la possibilità di cambiarmi fino a sera, quando ormai non servivano più. Gli altri giorni invece nonostante facesse bel tempo c’era davvero molto vento e io stavo meglio con i pantaloni lunghi.

    Anche una maglietta delle maniche corte sarebbe potuta restare a casa poiché non avendo mai fatto troppo caldo ho utilizzato più volentieri le maglie lunghe in cotone.

    Come hai visto, nonostante sembrasse già uno zaino super minimal, c’erano ancora cose superflue. Ma del resto ogni viaggio serve anche a questo: imparare.

    Imparare dai propri errori, vedere cose nuove, assaggiare nuovi prodotti locali e rimanere estasiati o disgustati da un sapore che non avevamo mai provato. Viaggiare serve a crescere, a migliorarsi ed ampliare la propria mente e i propri orizzonti.

    Spero tanto che questo articolo ti sia stato utile, ti ricordo che puoi lasciare un mi piace e condividerlo usando i pulsanti qui sotto. Per non perderti nulla puoi iscriverti gratuitamente alla newsletter e seguirmi sui social =)

    Rispondi