La maggior parte delle storie a sfondo orientale ha come protagonista un monaco. Probabilmente poiché è considerato una figura capace di vivere in assoluta serenità con il tutto.
Se non ricordo male, la prima volta che sentii questa storia fu durante una meditazione di yoga. Ricordo la mia maestra che leggeva con quella sua voce calma e armonica e mentre lo faceva ero molto incuriosita. Ci misi un attimo a capire il significato della storia, ma ad applicarlo ci impiegai mesi, con scarsi risultati a volte.
Però la ringrazio immensamente poiché, senza questa storia, credo che mai mi sarei resa conto di un’importante verità…
La storia del professore, del monaco e della tazza di thè
Un tempo c’era un uomo molto colto. Egli era un professore di grande lustro: aveva conseguito molti studi che aveva portato a termine brillantemente e conosceva davvero molte cose su molti argomenti differenti.
Ma non bastava mai.
Il professore voleva conoscere sempre più cose.
Egli venne a sapere che in un paese vicino al suo c’era un monaco molto conosciuto per la sua saggezza. Quest’ultimo era un maestro zen e il professore non sapeva nulla sull’argomento, così decise di andare a fargli visita.
Giunto dal monaco, il professore si presentò:
“Salve maestro, ho molto sentito parlare di lei. Io sono un professore, ho studiato per molti anni varie materie e posso mostrarle tutte le mie qualifiche e certificati in tali studi. Sono qui perché vorrei apprendere tutto ciò che c’è da sapere sulla saggezza zen”.
Il monaco, invece di dargli risposta, lo invitò a sedere e gli offrì una tazza di thè.
L’uomo accettò l’invito e si sedette.
Allora il monaco preparò il thè, pose una tazza davanti al professore e iniziò a versare l’infuso. La tazza si riempì a tal punto che il thè iniziò a fuoriuscire, ma il maestro zen non smise di versare il liquido nella tazza che era ormai colato sul tavolo e stava finendo addosso all’ospite.
L’uomo allora si alterò, saltò in piedi e inveì contro al monaco:
“Maestro ma non vedi che la tazza è piena?! Non ci sta più altro thè, smetti diversarne altro!”
Il monaco allora appoggiò la teiera sul tavolo e disse al professore:
“Tu sei come questa tazza. Sei arrivato qui da me pieno di opinioni e pregiudizi. Se la tua tazza non è vuota, non è possibile riempirla ulteriormente con la saggezza zen o con qualunque altra cosa”.
Riflettiamoci su
Spesso le nostre menti sono colme di pregiudizi e opinioni del tutto evitabili ed è dunque impossibile pretendere di imparare cose nuove. Anziché tentare di colmare qualcosa che è già stracolma, è necessario prima svuotare la mente per potersi aprire a nuove esperienze e nuovi insegnamenti. È necessario tornare ad avere una mente-bambino. I bambini infatti non conoscono pregiudizi (almeno non da molto piccoli, in seguito li assumono dal mondo circostante) e, per questa fase della vita, vedono tutto con occhi nuovi, pieni di curiosità e privi di opinioni precoci.
Spero che questa storia ti sia stata utile. Ti ricordo che, se ti fa piacere, puoi condividerla con chi desideri cliccando il pulsante dedicato qui sotto, alla fine dell’articolo. Per non perderti le prossime storie ti invito a iscriverti alla newsletter e seguirmi sui social =)

