Vai al contenuto

Il rito dei cinque tibetani e i suoi benefici

    L’espansione del rito dei cinque tibetani in occidente arriva soltanto nella prima metà del ‘900.

    La storia racconta che…

    Un uomo americano di nome Peter Kelder venne a contatto con uno sperduto monastero nascosto dalla catena himalayana.

    Al suo interno vi trovò monaci aventi un’età tardiva, ma che ancora possedevano menti lucide e corpi tonici. Peter decise quindi di fermarsi per qualche tempo al monastero e così apprese dai monaci tibetani alcuni antichi riti. Si vociferava che queste pratiche, se svolte con costanza e dedizione, sapessero donare la giovinezza.

    Quando ritornò alla sua dimora il buon Peter era visibilmente ringiovanito. Tutti faticavano a riconoscere quell’uomo.

    Egli descrisse dell’antica pratica appresa nel 1939 e grazie a ciò i cinque tibetani videro la luce e la successiva espansione anche in occidente.

    Ecco cosa sono i cinque tibetani

    Questa pratica è un insieme di cinque movimenti sequenziali appunto che stimolano i sette chakra e le energie del corpo. Essi si svolgono in abbinamento a una determinata respirazione. Inoltre, per una corretta esecuzione, ogni movimento si dovrà ripetere per un minimo di 3 volte. Si andrà poi ad aumentare il numero di 2 (3-5-7-9…) fino ad effettuarlo per un massimo di 21 volte ciascuno.

    I cinque tibetani si effettuano con un ordine preciso, ogni giorno, possibilmente di prima mattina per aumentarne l’efficacia. Antecedente all’esecuzione, si consiglia di svolgere un saluto al sole per sgranchire il corpo. È anche opportuno riposarsi nella “posizione della foglia”, posizione statica dello yoga che permette il rilassamento completo della colonna vertebrale, tra l’esecuzione dei vari movimenti.

    Si possono trovare vari video sul web per imparare a svolgere in autonomia questa mistica pratica. Io personalmente ho frequentato un corso con la mia maestra di yoga e ne sono stata felice. Spesso pensiamo magari di fare le cose nel modo corretto, ma potremmo sbagliare. Avere un insegnante per me ha fatto la differenza tant’è che, a oggi, ogni giorno, io effettua ancora questa pratica. Comunque non è nulla di particolarmente difficile. Confido che siate più bravi di me nell’imparare a svolgere la pratica in autonomia e, per questo, vi lascio un illustrazione che la mostra.

    I benefici dell’antico rito dei cinque tibetani

    A questa pratica si attribuisce di saper:

    • Alleviare lo stress liberando la mente;
    • Attivare tutto il corpo;
    • Permettere di aumentare l’elasticità muscolare;
    • Aiutare ad avere una respirazione corretta e più consapevole;
    • Favorire l’inibizione dell’invecchiamento.

    E questi sono solo alcuni dei benefici che le persone che svolgono questa pratica dichiarano di aver ottenuto. Tutto ciò oltre a un notevole miglioramento psicofisico generale.

    Ma com’è possibile che semplici movimenti donino tutto questo benessere?

    Il rito dei 5 tibetani stimola punti specifici dell’organismo, collegati a centri energetici che, in oriente, definiscono chakra, per permettere il rilascio di energia vitale, come introdotto poche righe più su. Compiere questo rito ogni mattina rafforza la determinazione mentale e la disciplina e, com’è ovvio, permette di muovere il corpo, che fa bene già di per sé. Insomma effettuare quotidianamente a queste posizioni dinamiche richiede un utilizzo dell’apparato respiratorio, motorio e mentale che può solo migliorare la salute.

    Questi risultati già molto buoni, se abbinati a una dieta alimentare equilibrata e a un poco di esercizio fisico, si possono trasformare nella ricetta perfetta di una vita salutare e all’insegna del benessere.

    Rispondi