Ecco la storia di come mi sono innamorata di quelle che mi piace definire “pratiche orientali”.
L’oriente con le sue usanze, i suoi miti, le culture e le spettacolari pratiche mistiche. Affascinante e speciale oriente. Si potrebbe dire che mi sento attratta da questo mondo da sempre, ma il vero cambiamento iniziò a 23 anni, quando incontrai la persona che ancora oggi è la mia maestra di yoga.
Come tutto ebbe inizio
All’epoca ero sempre nervosa, scontrosa e stanca.
Davvero una persona da evitare!
La conobbi quasi per caso.
Era da tanto che volevo provare lo yoga ed ero rimasta affascinata dalla sua persona, dal suo essere così calma, dai suoi occhi che trasmettevano serenità e saggezza tipici solo di chi ha trovato la sua via per la pace.
Il suo corso sarebbe ripartito poco tempo dopo la nostra conversazione.
Arrivato il giorno di andare però ero uno straccio: avevo ricevuto brutte notizie a lavoro e stavo davvero male.
Ero già stata disoccupata con perenni lavori precari e mal pagati senza diritti di alcun genere e non ce la facevo al pensiero di ritornare in quella condizione di nuovo.
Piansi molto a lungo, ma alla fine decisi di andare a provare il corso comunque, sperando che mi aiutasse almeno un po’ a star meglio.
Durò circa un’ora e 20 minuti e fu una rivelazione!
Mi sentivo bene. Sentivo che il controllo della mia vita era solo mio e sapevo di poter superare la situazione.
Il lavoro lo persi comunque qualche tempo dopo, ma il mio modo di affrontare la cosa ormai, era cambiato radicalmente ed era bastata appena una lezione.
Fu inevitabile chiedersi come sarei potuta migliorare ancora se avessi continuato con queste pratiche di crescita personale.
Decisi quindi di investire in me stessa, per migliorare e diventare più serena. Abbandonai quello che per me era solo superfluo, per sostituirlo con quello che ormai era fondamentale: volevo solo star bene e il mio benessere valeva ogni rinuncia per tale scopo.
Il cambiamento
Prima ero una persona frustrata, angosciata, che non era in grado di godersi i bei momenti ed ero perennemente sul punto di piangere. Lo yoga mi ha aiutato tantissimo a vivere nel qui ed ora, ad avere equilibrio e serenità.
Ho imparato ad accettarmi per ciò che sono, consapevole del fatto di poter migliorare ancora. Ora riesco a inseguire i miei sogni senza più timore di fallire in quanto il fallimento è parte integrate del percorso chiamato vita.
La mia passione: le pratiche orientali
Da qui mi sono innamorata sempre di più a tutto ciò che riguarda la ricerca della pace interiore, della luce e dell’energia vitale. Ricominciai anche a praticare reiki (lo praticavo da ragazzina, ma probabilmente non era il momento adatto per me all’epoca).
Iniziai a praticare anche Tai Chi. Quest’ultima è una pratica derivante dalle arti marziali cinesi. Spesso viene definita come una meditazione in movimento, ottima per mantenere un buon equilibrio tra mente e corpo.
Mi appassionai anche alla cristalloterapia e iniziai ad usare i cristalli quotidianamente durante la meditazione e non solo. Ora in casa mia ci sono più di 50 pietre bellissime, con colori, provenienze e proprietà differenti e sono una più bella dell’altra!
Grazie a queste discipline orientali ho capito che potevo trasformare le sensazioni negative in positive, bastava allenare la mente.
Le mie conclusioni
La cosa che più ha avuto impatto su di me, però, è stato sicuramente lo yoga tibetano. Non per questo però lo definirei migliore di altre pratiche. Per me è stato così, ma è qualcosa di davvero molto personale e soggettivo, quindi il mio consiglio se volete avvicinarvi a questo mondo, è quello di sperimentare più pratiche per capire qual è quella che più si adatta a voi.
Ricordati però che anche l’insegnate gioca un ruolo molto importante. Se puoi scegli qualcuno che ti ispiri una grande fiducia, qualcuno in linea con ciò che vorresti essere (es. calmo, sereno, in pace ecc.). Vedrai che potrai imparare davvero molto da quella persona.
Infine, vorrei ancora dirti che non occorre essere buddisti o di religioni particolari per trovare la pace attraverso queste pratiche orientali. Esse possono essere svolte da chiunque, credente e non, anziano o giovane, ricco o povero, perché quando si parla di felicità tutti abbiamo le stesse possibilità.
La felicità è sempre in noi, non va cercata da nessun’altra parte, in nessun’altra persona.

