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La cucina in viaggio è parte dell’esperienza

    Non so tu, ma per me la cucina in viaggio è una parte davvero molto importante dell’esperienza. Che io vada all’estero o mi sposti semplicemente in Italia poco importa: ogni luogo ha le sue specialità.

    Il cibo poi, per noi italiani è davvero importante. Del resto ci abbiamo addirittura costruito un culto attorno per cui il pasto è diventato un vero e proprio rituale da rispettare solennemente.

    Ma perché è così importante?

    La cucina in viaggio ci mostra quali sono i prodotti locali ma non solo. Possiamo ricavare il clima medio del luogo in cui ci troviamo, possiamo anche capire la ricchezza del luogo, parte della sua storia e i suoi usi.

    Proviamo a pensare a cosa potremmo mangiare in sud Italia per esempio. Legumi, ortaggi di vario genere, una cucina con preparazioni abbondanti e create con molto amore, che ti riempiono non soltanto la pancia ma anche il cuore. Quella cucina che ti ricorda casa, la nonna che ti dice “Ma hai mangiato abbastanza? Sei così sciupata/o” anche quando ti sei mangiata/o mezzo tavolo.

    Pensiamo invece alla cucina thailandese. Ricca di spezie e riso che trovano terreno fertile in quelle zone. A primo impatto semplice e “povera”, una cucina veloce, ma che si rivela essere molto equilibrata, salutare e gustosa.

    Oppure potremmo pensare alla cucina statunitense, madre dei fast food. Appaga il gusto, si mangia velocemente, è economica ed è ricca di calorie.

    Da tutto questo potremmo captare varie sfaccettature dei paesi citati, usi e costumi locali. Per cui, per esempio, in Italia il cibo assume una forma per mostrare amore (io per prima, per le persone a cui voglio bene cucino molto volentieri) mentre in Thailandia è un mezzo di sostentamento che deve trasmettere energia e forza sufficienti ad affrontare la giornata (non si mangia solo perché è ora ma perché si ha la necessità reale di farlo).

    La cucina in viaggio: i consigli per godersi al meglio l’esperienza gastronomica

    Sicuramente la cucina locale in viaggio va provata. Il cibo è parte integrante della cultura e quindi è qualcosa che non si può ignorare secondo me.

    Non trovo il senso di andare all’estero (ma anche solo di spostarsi di regione) e pretendere o ricercare ciò che abbiamo quotidianamente a casa nostra.

    Non ci piacciono determinati alimenti? Ci sta, ma non è un buon motivo per evitare qualsiasi cosa che non abbiamo mai provato. Per chi se lo fosse perso io mangio plant based e vi rassicuro che ogni cultura ha piatti tipici che sono vegetariani, vegani o facilmente convertibili. Non ho mai avuto grandi problemi a trovare piatti tipici privi di derivati animali.

    Io consiglio di:

    • chiedere prima quali sono gli ingredienti principali del piatto, soprattutto se non mangiamo determinati alimenti per scelta o ancor più per intolleranze o allergie;
    • mangiare in ristoranti locali dove sono presenti persone locali che stanno mangiando (se la clientela è del posto ci dovrebbe garantire che si mangia bene visto che ha clienti abituali e non solo turisti che potrebbero fermarsi per una sola cena e quindi “pace” se mangiano male);
    • controllare le recensioni sul sito/pagina del ristorante (se presenti sul web);
    • mangiare/ordinare cibo ai chioschetti dello street food che è solitamente economico, caratteristico e buonissimo!
    • se ne abbiamo la possibilità, di mangiare a casa di una persona locale che cucina per noi e per la sua famiglia;
    • farci consigliare direttamente da una persona locale un ristorante/chiosco dove mangiare.

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