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La fabbrica del legno di Malindi, Kenya

    Mi sono recata a Malindi, Kenya nell’agosto 2019. Ero riuscita a trovare un’offerta di viaggio conveniente ed ero partita con un last minute diretto in Africa. Non avendo pianificato nulla mi ero lasciata guidare dagli eventi e così facendo avevo trovato questa gita attraverso i beach boys. Per chi non lo sapesse con il termine beach boys s’intendono i ragazzi del luogo (in questo caso quindi kenyoti) che si propongono come guide turistiche direttamente in spiaggia.

    Malindi, Kenya

    Malindi mi è parsa come una cittadella abbastanza caotica. Moltissime bancarelle albergavano nelle strade di questo paese, così come la sua comunità accompagnata dagli immancabili turisti. Tuttavia almeno il centro di Malindi, spostandosi dunque verso l’entroterra, mi sembrò più autentico. Molte cose erano ovviamente messe lì a disposizione solo per i turisti, tuttavia si poteva respirare anche la reale vita quotidiana dei kenyoti.

    Io passeggiavo tranquilla nelle vie della città con un signore locale e con il mio compagno. Ma credo fermamente che anche fossi stata sola non mi sarei sentita per nulla in pericolo. Un po’ d’attenzione va fatta sempre ovviamente, però non ho avuto mai un senso di preoccupazione o sensazione simile. C’è da considerare che la costa del Kenya vive principalmente di turismo e la popolazione locale non farebbe mai qualcosa per portare via le persone che dall’estero vanno là a spendere i loro soldi.

    La cosa peggiore che mi sia capitata a Malindi, Kenya? Qualche locale molto insistente. Ricordo un uomo in particolare che ha insistito moltissimo perché voleva che io acquistassi un bracciale di perline al costo di 10 euro. Ma a parte quest’insistenza a vendere, tra l’altro capibile sotto moltissimi punti di vista, nulla di preoccupante!

    La fabbrica del legno

    Chi mi conosce sa molto bene quanto io ami l’artigianato locale e in generale le cose etniche. La persona che ci aveva accompagnati in città quel pomeriggio aveva subito capito i miei interessi e così ci aveva portato in diverse boutique di artigianato tra cui anche la famosa fabbrica del legno di Malindi, Kenya.

    Questa splendida fabbrica all’aperto vedeva moltissimi artigiani realizzare statuine, ciotole, giocattoli e molti altri meravigliosi oggetti in legno locale. Si dividevano in vari gruppetti per cui c’era chi intagliava, chi scolpiva, chi dipingeva e chi rifiniva i vari oggetti. Ogni persona era specializzata in qualcosa ed erano tutti uno più bravo dell’altro.

    Ogni oggetto esposto all’interno del negozietto adiacente riportava un adesivo con su inciso un piccolo codice che stava a indicare la persona o il gruppo che aveva creato quel pezzo d’artigianato. Così quando qualche cliente ne acquistava uno, il commerciante si appuntava il codice e sapeva a chi doveva andare a dare la percentuale di profitto su quella vendita. Sembrava esserci davvero molta organizzazione.

    La visita alla fabbrica del legno è gratuita, tutti possono accedere ad essa. Volendo è anche possibile fare delle fotografie e, per una questione di educazione, nel caso io consiglio di chiedere il permesso alla persona che vorreste fotografare all’opera.

    Io personalmente ricordo di aver acquistato una bacchetta da inserire nei capelli quando li lego e poi mi pare una statuina e una calamita in legno intagliato. Tutte cose molto carine e originali. I prezzi del negozietto vicino la fabbrica li definirei standard. Su molti oggetti non c’era nessuna convenienza, anzi… Però il piacere di possedere un oggetto e di aver visto in viso chi l’ha creato penso sia qualcosa di unico e uno splendido ricordo del luogo!

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