Sono sicura che le notizie date negli ultimi giorni sulla guerra siano arrivate anche a te. Non so se sei una di quelle persone che si preoccupa oppure no, ma posso dirti che, nel tuo piccolo, puoi sicuramente fare qualcosa per migliorare la situazione.
La guerra
Secondo te perché si fanno le guerre? I motivi principali (e secondo me in realtà gli unici) sono a causa di interessi economici. Eppure quasi sempre a volere la guerra non è mai il popolo ma poche persone al comando. I cittadini solitamente sanno che lo scoppio di una guerra si ripercuoterà inevitabilmente sulle loro vite e, solitamente, non sarà mai qualcosa di positivo. Eppure queste orrende condizioni nel corso dei secoli si sono manifestate più e più volte e, ogni volta, morivano migliaia o milioni di persone. Possibile che ancora non abbiamo imparato?
Evidentemente no. La guerra è qualcosa che purtroppo alberga nei cuori di molti e nasce dall’insoddisfazione e dalla rabbia ma, proprio per questo, noi possiamo fare qualcosa.
La pace si ottiene solo con la pace
Come mai esistono (o sono esistite) persone capaci di trasformare la guerra in pace senza l’uso delle armi? Semplicemente perché loro per prime erano in pace, il loro essere era improntato su cose positive. Ma perché dirti tutto ciò? Che cosa centra con i fatti degli ultimi giorni e in che modo si può realmente fare qualcosa?
Esiste una storia orientale che recita più o meno così:
Il Buddha era in riva al fiume con i suoi discepoli e si avvicinò un uomo. L’uomo in questione iniziò a insultare pesantemente il maestro e i seguaci di quest’ultimo s’indignarono gravemente, ma il Buddha non proferì parola e continuò a meditare. L’uomo dopo poco tempo si se ne andò per la sua strada. Il più giovane fra i discepoli chiese: “Maestro, perché mai avete permesso che quell’uomo vi insultasse senza dire nulla?” E il Buddha rispose: “Se io ho un cavallo e te lo dono, ma tu non accetti il mio dono, di chi è il cavallo?” “Beh, se io non l’accetto, il cavallo resta suo” rispose il giovane ragazzo “Esatto. Non rispondendo a quell’uomo, io non ho accettato i suoi insulti e quindi questi ultimi sono tornati a lui stesso senza lenirmi minimamente” rispose Buddha.
Questa storia ci può far capire che se noi coltiviamo la pace, nessuno potrà intaccare i nostri pensieri e le nostre emozioni. Dunque quando sentiamo nuove notizie, non precipitiamoci a darle per verità assoluta e a prendere posizione. Prendiamole per quelle che sono: notizie.
Un animo in pace sarà più forte della guerra. Se non permettiamo ai fattori esterni (e su cui non abbiamo nemmeno controllo) di pervadere la nostra mente, potremmo davvero fare la differenza.
Probabilmente come singola persona sarà difficile che tu ponga fine a una guerra (che tu decida di adottare la violenza o meno per farlo). Però se coltivi sentimenti di pace e armonia nel tuo essere, nel tuo piccolo, le cose cambieranno davvero. E pensa se questa cosa fosse fatta su scala globale quanti bei cambiamenti avverrebbero (visione utopica, lo so…).
Una piccola curiosità
Le popolazioni che per cultura praticano questa tipologia di pensiero, sono tra le più longeve e felici al mondo. E ti dirò di più, molti di questi stati sono privi di esercito da anni o lo hanno ma le forse armate sono molto, molto limitate.
Non sto dicendo di sciogliere dall’oggi al domani gli eserciti di tutto il mondo, perché sarebbe altro ché se utopica come visione. Però possiamo cambiare il nostro modo di pensare e di reagire, la vera differenza infatti si fa sempre nelle piccole cose.

