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La meditazione vipassana

    Esistono molti tipi differenti di meditazione e la meditazione vipassana è tra i più conosciuti e praticati. Si tratta di una pratica di auto-osservazione.

    Un po’ di storia

    La meditazione vipassana è una delle più antiche conosciute. Si dice infatti che venisse praticata millenni fa dal Buddha come rimedio alla sofferenza. Questa pratica viene descritta infatti in uno dei Sutra, Satipatthana Sutta. Per lungo tempo è stata quindi relegata solamente ai monasteri, ma nella prima metà del ‘900 viene diffusa anche in occidente.

    Vipassana può essere tradotto con il termine intuizione o conoscenza superiore, parte fondamentale degli insegnamenti del Buddha. Possiamo quindi tradurre la meditazione vipassana come mezzo per vedere in modo chiaro come sono realmente le cose.

    Come si pratica la meditazione vipassana

    Questa pratica avviene attraverso l’osservazione delle sensazioni del proprio corpo, dello spazio circostante, del luogo e del momento in cui si trova la persona che lo pratica. Sostanzialmente è un restare in ascolto nel qui e ora.

    Per cui presteremo una grande attenzione al respiro, al cuore che batte, alle vene che trasportano il sangue, al tocco leggero dell’aria sulla pelle, alla parte del corpo che è in contatto con il pavimento e sente una leggera pressione data dal proprio peso. Ma anche da dove siamo collocati con il corpo all’interno dello spazio, quindi se siamo in una stanza dove siamo, qual è il volume che occupiamo. Se invece siamo all’aperto sentiamo il posto che occupiamo nella vastità della natura.

    Prestiamo attenzione ai rumori, anche quelli più silenziosi. Alla luce che attraversa le palpebre e ci illumina il viso, al calore sulla pelle o al freddo pungente che ci avvolge.

    “Tutto ciò per quanto tempo?”

    Potresti chiederti, ebbene la reale risposta è che non c’è un tempo prestabilito. I monaci praticavano per molte ore al giorno ma obbiettivamente parlando, con i ritmi che ci sono oggi, siamo fortunati se la nostra mente resta dove vogliamo per alcuni minuti.

    Ci vuole quindi molta pratica e tanto impegno, ma i risultati arrivano se si persegue l’obbiettivo.

    Come può questa pratica aiutarci ad alleviare la sofferenza?

    Quando siamo in un momento di crisi, fermarsi e ascoltarsi ci fa capire che va tutto bene, persino se stiamo male! Entriamo nel dolore e ci permettiamo di ascoltarlo. Non lo allontaniamo più, ma anzi lo invitiamo a prender voce. Sorprendentemente ci accorgeremo che proviamo meno dolore, stiamo meno male.

    Premetto il fatto che io ho provato queste sensazioni diverse volte e, per esperienza personale posso dire che almeno per me funziona, anche per placare la mente. Tuttavia mi sento anche di dire che è necessaria molta pratica. Non possiamo pretendere che senza aver mai fatto nulla oggi sto male, mi metto lì e ci provo e pretendo che funzioni se no è una cretinata. Perché se si parte così, sono la prima a dirti di non provare nemmeno.

    Grazie alla meditazione vipassana inoltre posso dirti che io mi sono accorta di avere molti meno bisogni di quelli che credevo. E, cosa anche migliore, mi sono accorta di avere una buona vita.

    Cosa intendo?

    Ho iniziato a lamentarmi decisamente meno, sono molto grata di tante piccole cose che davo assolutamente per scontate e sento di essere più equilibrata e serena. Non so dirti se per tutti e così, ma io mi sento davvero di consigliarla!

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