Se ti sei pers* le precedenti parti del nostro viaggio, puoi recuperarle qui: la mia avventura in Svizzera, parte 1, parte 2 e parte 3.
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati.
Dopo quella notte così movimentata, con molte ore di sonno arretrate, ci alzammo dall’auto. Eravamo sinceramente provati, ma nulla che una bella colazione a base di succo e biscotti con cioccolato non potesse far passare.
Fatta colazione, visto dove ci trovavamo, decidemmo di andare a visitare i dintorni.
Avventura in Svizzera, esploriamo le grotte
Scoprimmo che vicino a noi c’erano delle grotte chiamate les grottes des Roches Grises. In verità io le avevo viste già in precedenza mentre cercavo un posto dove dormire la sera prima, ma avevo dato per scontato che mai ci saremmo potuti arrivare in auto. In effetti non si poteva, tuttavia, c’era un luogo raggiungibile in auto lì vicino che sarebbe stato davvero molto bello per passarci la notte. Penso sicuramente meglio di quello che avevo trovato io… Comunque, oramai era passato ed eravamo pronti per andare a vedere queste grotte.
La salita era abbastanza ripida, o forse l’abbiamo trovata così perché faceva abbastanza caldo ed essendo davvero poco riposati, non era facile per noi spendere le energie necessarie per salire. La vista però ci ripagava di tutto: eravamo immersi nei vigneti della Svizzera francese, con il solo alto nel cielo, qualche nuvoletta soffice qua e là e tanta, tanta tranquillità. Non incontrammo nessuno se non due donne in lontananza che passeggiavano e un uomo ancor più lontano che tagliava l’erba con un decespugliatore.
Saliti un po’ di quota, se così vogliamo dire, iniziammo a vedere un paesaggio da cartolina: c’erano i vigneti rigogliosi e pieni di frutti non ancora maturi, la stradina color sabbia che ci aveva portati fin lì che tagliava le vigne a metà, oltre i vigneti delle graziosissime casette molto tradizionali (o almeno a me pareva fosse così) e, in lontananza, il lago blu con al di sopra il cielo azzurro. Meraviglioso, semplicemente meraviglioso.
A un certo punto arrivammo nel bosco e poco dopo avevamo davanti queste grotte imponenti che mi ricordavano tantissimo le grotte che avevo visto nel deserto egiziano. Queste però non erano formazioni naturali, bensì grotte artificiali scavate nell’arenaria tra il 1916 e il 1917 per difendere il Mittelland durante la prima guerra mondiale.
Vicino c’erano di nuovo degli splendidi barbecue, dei tavoli in legno e un cartellone con la relativa spiegazione delle grotte. Ripartimmo dopo aver esplorato le grotte al loro interno: erano molto grandi rispetto a come si potrebbe pensare vedendole da fuori, fredde e piene di cunicoli bui. È stato bello e sinceramente lo consiglio, soprattutto anche per via del contesto che v’è attorno (vigneti, lago, bosco, ecc.).
La città non fa per noi…
La nostra avventura in Svizzera doveva continuare, così ci dirigemmo verso Losanna, una grande città sita sulle sponde del lago Lemano, chiamato anche lago di Ginevra. Il piano era quello di passare a recuperare dei viveri (più che altro bibite e acqua soprattutto) e di ammirare il lago mentre pranzavamo.
Una volta arrivati, scoprii che nella città era presente la cattedrale Notre Dame de Losanne. Non potevo perdermela! Così partii da sola poiché il mio compagno era tornato a recuperare l’auto perché eravamo parecchio lontani e con il parcheggio in scadenza. Peccato che il mio GPS decise di portarmi da un’altra parte… Capito l’errore tornai indietro e trovai la strada giusta. Purtroppo stavano svolgendo dei lavori e quindi quello che riuscii a vedere non mi soddisfò molto a dirla tutta.
Losanna era la tipica grande città, a differenza di Berna, ci piacque poco. Sicuramente complice il caldo e la fatica dovuta alla notte sostanzialmente insonne.
Decidemmo quindi di andarcene, per trovare un posto tranquillo sul lago dove pranzare. Purtroppo anche sta volta non ci andò bene: la maggior parte del lago era privato. Almeno dove eravamo capitati noi, le varie stradine a un certo punto diventavano private e sostanzialmente per passare dovevi entrare nel giardino di qualcuno.
Sinceramente stanchi e sconsolati, decidemmo di andarcene e rinunciare al lago. Per questi vari motivi, devo ammettere che forse la tappa meno bella di tutta la nostra avventura in Svizzera, fu proprio questa.
La Barillette
Uscimmo dalla città e ci dirigemmo in montagna, con la consapevolezza che, almeno là, era libero. O, almeno, così ci eravamo convinti…
E questa volta, avevamo fortunatamente ragione a pensarla così!
Ci dirigemmo sul colle de la Barillette, almeno mi pare di aver capito che quello fosse il nome. Lì si organizzavano tour in mountain bike ed era presente anche un ristorante. Nonostante fosse turistico da quanto abbiamo potuto apprendere, il colle era relativamente molto tranquillo. In cima incontrammo dei camperisti e qualche escursionista.
Erano ormai le 15:00 circa e la fame si faceva sentire pesantemente. Così presi i fornelletti da campo e inizia a cucinare una pasta con zucchine grigliate e con le patate al cartoccio che la sera prima, per via dell’acquazzone, non avevamo potuto mangiare. Misi anche del pesto e insieme alla pasta integrale e al parmigiano, facemmo un pranzo squisito e abbondante per ricaricarci.
Dopo mangiato ci infilammo nuovamente nel cofano della nostra Mery-van per riposarci e gustare delle mega ciliegie super buone che avevamo trovato al supermercato la mattina. Eravamo in totale pace fin quando qualcosa passò affianco alla nostra auto facendoci sobbalzare.
Eravamo in piena invasione.
C’erano mucche ovunque!
Ora, le mucche non fanno del male praticamente a nessuno, hanno un’indole super docile, per quanto mi riguarda io le adoro! Il mio compagno idem, solo che eravamo così sciallati in auto che non ci siamo accorti del loro arrivo e ci hanno fatto spaventare.
Siamo un po’ ridicoli eh? Lo so, lo so, però è così che è andata, mica posso raccontarti diversamente!
Provai in tutti i modi ad avvicinarmi e accarezzarle, tuttavia loro non erano molto convinte e quindi per evitare di dar loro fastidio, smisi di provarci dopo poco. Tornai nella Mery-van visto che stava iniziando a piovigginare e guardai la fine dei Croods 2. Un cartone di animazione che avevamo iniziato a vedere la prima sera ma che il mio compagno non aveva visto interamente visto che si era abbioccato ben prima di me. Mentre lo guardavamo sul mio portatile, finivamo di mangiare le ciliegie accoccolati, esausti ma sereni e felici di essere lì insieme.
Così si conclude la quarta parte della nostra avventura in Svizzera. Se vuoi scoprire come continua, puoi iscriverti alla newsletter e seguirmi sui social, a presto =)

