Da anni ormai mi piace pensare che ho intrapreso uno stile di vita minimal, e che quindi anche la mia casa sia minimalista. Certamente c’è sempre spazio per migliorare, tuttavia, con il tempo, ho imparato a lasciare andare una moltitudine di cose che, seppur in origine avevano una funzione, con il tempo sono diventate inutili, futili e superflue per me. Ho già parlato di minimalismo qui, tuttavia adesso vorrei parlarti di una cosa che mi ha lasciata di stucco ed è successa dopo che ho cambiato casa. Prima di parlartene però, diamo uno sguardo al passato…
La vecchia casa
L’appartamento in cui vivevo prima era “in città”, sebbene non è che fosse una metropoli, anzi… aveva circa 18mila abitanti. Stavo in un bilocale di 42 metri quadrati composto da un corridoietto dalla quale si accedeva alla camera da letto, la cucina/salotto e il microscopico bagno. C’era poi anche un piccolo balconcino e una cantina. Sono rimasta in quella casa con il mio compagno e alcuni amici miciosi per ben 10 anni. Era già stato un salto di qualità, dal momento che per ben un anno avevamo alloggiato in un monolocale ancora più piccolo.
Questo piccolo appartamento che noi chiamavamo casa, con il tempo ha cominciato a riempirsi sempre di più. Sui muri c’erano un sacco di foto, souvenir da diverse parti del mondo, adesivi e molto altro. Era tutto molto colorato e anche un po’ caotico.
Il vero delirio però arrivava a Natale.
In quello stretto spazio io riuscivo a far stare ben 5 alberi di Natale (e no, non erano bonsai, quello più grande era di 2,10 metri!).
Ora non voglio divagare troppo, sta di fatto che, spesso lavorando anche da casa, era davvero difficile concentrarsi. Sia io che il mio compagno eravamo nervosi e la casa era tutt’altro che minimalista, oltre che poco pratica e difficile da pulire.
Il mio primo contatto con il minimalismo
La farò breve, visto che ne ho già parlato nel mio articolo come il minimalismo ha migliorato la mia vita, è avvenuto un po’ per caso, dopo che il mio compagno sotto il periodo natalizio ebbe un attacco di panico. Si, troppe cose fanno anche accadere questo a volte… Comunque dal momento che compresi questa filosofia di vita, questo lessi is more, iniziai a fare decluttering. Quindi eliminai tantissime cose. Le poche cose che non eliminai, erano perché mi dispiaceva troppo, per via di molti ricordi e le cose di lavoro. Creando saponi, candele, biocosmesi e molto altro, sono piena di stampi, oli, burri ecc. a mia discolpa però: li uso tutti! Questo a fatto sì che il trasloco fosse più leggero. Siamo infatti riusciti a farlo solo con le nostre auto (avendo anche pochi mobili e non eccessivamente ingombranti). Tutta questa premessa per arrivare a qui:
La mia casa minimalista
Abbiamo acquistato casa e l’abbiamo ristrutturata parzialmente per il momento. nella parte già abitabile i colori dominanti sono bianco, nero e grigio. Prevalentemente bianco però. La casa è enorme rispetto a prima, ma proprio in generale lo è. Non abbiamo dipinto un solo muro di un colore diverso dal bianco. Può non piacere, tuttavia a noi questo colore dà un senso di pace e accende il nostro lato creativo. Gli altri colori sono arrivati un po’ per caso, non avendo un budget molto ampio abbiamo dovuto fare qualche compromesso. Il piano mancante ci piacerebbe molto fosse bianco con finiture in legno, ma si vedrà con il tempo.
Rispetto ai video che ho lasciato nei link sopra, ora abbiamo anche del verde, grazie a molte piante all’interno della casa.
Quando amici e parenti sono entrati per la prima volta nella nostra casa, mi dicevano spesso: “Eh, con il tempo la finirai… Qui puoi mettere poi un bel quadro, là un tappeto, lì un tavolino…” e io prontamente rispondevo e rispondo ancora: “Ehm… ma anche no!”
Non abbiamo quadri, non ci sono foto in giro, non ci sono tappeti (tranne quello della doccia eh!), non ci sono colori eccentrici. So che può sembrare anonima, ma per noi è casa.
Non abbiamo bisogno di aggiungere altro.
Ci siamo io, con tutti i miei 100mila progetti per la testa: tra marmellate, succhi, creazione di saponi, cosmetici, candele, resina, gessi profumati, la scrittura, programmare e sognare viaggi e tutto il mio entusiasmo e amore per la vita; il mio compagno, con la sua voglia di fotografare e riprendere il mondo per poi creare dei bellissimi video, ricordi indelebili di momenti ormai passati, oltre che la sua voglia di progettare e costruire ogni cosa passi nella sua mente! E poi Pupi, l’unica gatta ancora in vita che vive con noi e che ormai si sta avvicinando agli 11 anni. Anni dove è sempre stata con noi per farci disperare, ridere, gioire e intenerire. E tante, tantissime piante. Piante dai mille toni di verde, rigogliose, vive, che crescono ancora e ancora e ancora e ci regalano fiori coloratissimi e profumati.
Come può una casa così piena di vita essere anonima? Mi chiedo se mai lo capirò.
Comprendere il minimalismo e avere quindi una casa minimalista, mi ha permesso di togliere l’eccesso. Eccesso che non è solo nell’accumulo di cose, ma anche nel dispendio di energia e tempo per gestire quelle cose. Così ho avuto la possibilità di utilizzare quel tempo e quelle energie per vivere la mia famiglia, la nostra casa e ciò che amo di più fare.
Chiediti quindi se non c’è nulla che puoi lasciare andare, per poter avere finalmente anche tu la casa più leggera, luminosa e splendida che meriti. E cos’è poi una casa, se non un’espansione della nostra meravigliosa vita?

