Vai al contenuto

La noia è un’alleata potente, abbracciala e vedrai quanto può cambiarti la vita

    la noia

    Quanto spesso ti capita di ritrovarti nella noia? E qual è la prima cosa che cerchi di fare? Solitamente è molto raro con il tenore di vita che abbiamo oggi, soprattutto in occidente, annoiarsi. C’è sempre perennemente qualcosa da fare, a cui pensare, un luogo dove andare, cose da dirigere e amministrare. Sembra che ormai la maggior parte della vita delle persone sia un lavoro.

    Avere una casa? È un lavoro.

    Avere una famiglia? È un lavoro.

    Avere degli hobby? Un lavoro pure quello.

    Lavoro ovunque

    Fortunatamente non per tutte le persone ogni cosa è un lavoro. Tuttavia è sempre più frequente questo fenomeno per cui molte persone, spesso, valutano tutto come se lo fosse. Io per prima sono stata colpita da questa cosa.

    Vado molto a periodi ed essendo una persona multipotenziale, mi sono ritrovata spesso a vedere le cose come un lavoro. Se da un lato c’era la volontà genuina di fare un sacco di cose, dall’altro c’erano le inevitabili 24 ore al giorno. Spesso mi sembrava che 24 ore fossero davvero troppo poche e quindi mi sono ritrovata a organizzare tutto meticolosamente come fosse un lavoro e non più passioni, che tanto amavo. Persino la lettura, che ho riscoperto e adoro da anni, sembrava che fosse un qualcosa che dovevo fare a tutti i costi e non qualcosa che volevo fareperché mi faceva stare bene.

    Riempirmi le giornate in questo modo, soprattutto con questo spirito del devo, mi stava schiacciando. Ero perennemente stressata e, per la maggior parte, era pure uno stress autoindotto. Sì, perché nessuno mi costringeva a fare tutto quello che facevo.

    Burn out

    A continuare a quei ritmi, soprattutto con quel perenne devo in testa, stavo andando lentamente in burn out. Anche se mi svegliavo molto presto la mattina (tra le 5:00 e le 6:00), sentivo di essere già in ritardo. E ogni attività fatta in questo modo mi faceva soffrire, nonostante molte di queste fossero teoricamente volte a farmi stare bene.

    Mi alzavo di soprassalto sentendo la sveglia, mi cambiavo frettolosamente, a volte mentre ero ancora nel letto. Andavo al bagno e iniziavo subito dopo con lo yoga e la meditazione, per poi passare all’attività fisica. Come puoi vedere, erano presenti attività volte a farmi stare bene sia a livello fisico che mentale, eppure le svolgevo malamente e distrattamente perché pensavo già a cosa dovevo fare dopo per restare nei piani e nei tempi stabiliti. Era impensabile saltare qualcosa per me. E così facendo, mi sono rovinata una quantità di giornate e tempo che poteva essere di qualità, ma che invece era diventato un supplizio.

    La cosa divertente e che stavo facendo qualcosa per migliorare la mia vita la maggior parte delle volte. Non era come quando, a 24 anni, andai in burn out a causa di tre lavori che riempivano ogni singolo giorno della settimana, senza mai darmi tregua. Stavo facendo cose che avrebbero nettamente dovuto migliorare la mia situazione e sicuramente non essere così pesanti.

    Continuai a fare tutto ciò, finché non mi ammalai. Avevo dei ritmi così alti nonostante tutto, che succedeva spesso che la notte mi svegliassi e non riuscissi più a dormire pensando alle cose che dovevo fare. Tutto ciò avendo anche il nervoso perché, ovviamente senza un riposo adeguato, sarei stata meno performante.

    La noia è venuta in mio soccorso

    Visto che avevo ignorato tutti i segnali che il mio corpo mi stava dando per farmi capire che qualcosa non andava, portandolo inevitabilmente allo stremo, come dicevo mi ammalai. Nulla di grave per fortuna, questo però mi costrinse a letto per qualche giorno. Non ce la facevo a fare quasi nulla. Inizialmente ero molto indispettita da questo poiché significava perdere tempo preziosissimo per riposare.

    Dopo un po’ però, non potendo fare nulla di produttivo e volendo evitare a ogni costo ogni tipo di rumore e schermo visto che avevo un gran mal di testa e gli occhi che mi bruciavano, fui costretta in un modo o nell’altro a non far nulla.

    Entrai nella noia più totale.

    Questa noia, tanto fastidiosa, quanto di primo impatto inutile, mi consentì di riflettere. Sembra banale, ma nella frenesia della mia vita, non avevo mai pensato a quale direzione stessi prendendo in questi termini. Io facevo, facevo, facevo per stare sempre meglio. Facevo per diventare una persona migliore, per migliorare la qualità della mia vita ed essere finalmente serena.

    Ma stava funzionando?

    Mmm…

    No, direi proprio di no.

    Ecco perché la noia può trasformarsi in un’alleata potente

    Se non avessi avuto quei momenti di noia dove non potevo far altro che stare lì, non so se mai avrei capito che stavo sbagliando qualcosa. Se le cose che avevo scelto di fare avrebbero dovuto essere un qualcosa che mi avrebbe migliorato la vita, a conti fatti, non lo erano. E riflettendoci bene, non perché non lo fossero davvero in termini assoluti, ma perché mi ero sovraccaricata di così tanti compiti quotidiani, che erano venute a mancare le energie e il focus iniziale: stare bene.

    Grazie a quei momenti di noia, io finalmente capii. Di conseguenza mi adoperai per cambiare e rendere la mia routine più sostenibile e meno stressante.

    La noia è stata fondamentale.

    Se ci pensi bene, è una condizione che aiuta tantissimo e alla quale cerchiamo di sfuggire, probabilmente per evitare domande e analisi scomode. Il vero problema qui è che senza quelle domande, come possiamo sperare di cambiare?

    Fare ciò che abbiamo sempre fatto, non può che portarci dove siamo ora. Siamo sicuri che vada bene così? Davvero non può esserci nulla di meglio per noi? Io credo di sì. E non penso che sia una questione di “non accontentarsi mai”, semplicemente di ambire al nostro meglio piuttosto.

    Consigli pratici per utilizzare la noia a proprio vantaggio

    Detto tutto ciò, voglio fornirti alcuni consigli pratici che, almeno nel mio caso, hanno funzionato bene e non richiedono grande sforzo.

    Il primo sicuramente è quello di ritagliarti delle white zone. Questo termine identifica quei momenti tra un impegno e l’altro, dove ci può essere dello spazio libero. Evitiamo quindi di riempire quello spazio con altri impegni e prendiamoci del tempo per noi. Non per fare altro, ma solo per stare in noi, magari facendoci qualche domanda su di noi, sulla nostra vita, sui nostri sogni. Ricordiamoci di rispondere sinceramente. Nessuno ci sta giudicando, non ha senso mentirsi: è solo un modo per auto sabotarsi.

    La seconda cosa è quella di utilizzare tutti i tempi di attesa per stare nella noia. Per esempio le attese dal medico, in coda al supermercato, prima di un appuntamento e così via. Per permetterci anche qui di vedere, senza giudicarci, come agisce la nostra mente.

    La terza cosa è cercare di ritagliarsi volontariamente questo tipo di spazio, almeno ogni tanto.

    Ho riscontrato che riflettere sulla noia e sul perché abbiamo difficoltà a conviverci, è essenziale per comprenderci meglio. Ogni persona avrà la sua risposta, non ne esiste una univoca.

    I benefici del fare questi piccoli e semplici gesti sono davvero grandi. Ti invito dunque a provarci, per testare sulla tua pelle quanto la noia possa rivelarsi un’ottima consigliera. Io ne ho già avuto la prova =)

    Rispondi