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La paura farà sempre parte della vita ma…

    Se quando ero ragazzina mi sembrava di poter fare qualsiasi cosa, crescendo la paura si è insidiata nel mio cuore. Accantonandola e non prestandole mai attenzione, lei è cresciuta e ha iniziato a farsi sentire in toni prepotenti. Ero così terrorizzata da ciò che poteva succedere, che non mi sono mai soffermata a pensare a ciò che invece stava succedendo: stavo sprecando la mia possibilità.

    Ma andiamo con ordine…

    Fin da quando sono piccola amo viaggiare ed erano anni che aspettavo di farlo. Prima mancavano i soldi, poi era il tempo quello che scarseggiava. Quando finalmente ho avuto sufficiente tempo e denaro, la paura aveva iniziato a farsi sentire.

    Viviamo in un mondo davvero strano.

    Ai notiziari si sentono solo cose terrificanti e che fanno ghiacciare il sangue. Eppure esistono così tante cose belle di cui non si parla quasi mai.

    Sento parlare dei bambini che muoiono in Africa per la malnutrizione, ma non sento mai dire quanto questo paese sia ricco di persone che sanno cavarsela con poco, senza mai perdere il sorriso.

    Sento spesso quante violenze subiscono le donne tra le mura domestiche, ma non sento mai dire di quante ragazze partono con lo zaino in spalla e trovano il modo di vivere sicure e felici, ovunque loro vogliano.

    E cosa dire di quante volte sento pettegolezzi su che persone di m…a sia quella e quell’altra, senza mai sentire che al mondo ci sono persone che dedicano la loro intera vita al benessere altrui.

    Sarà forse perché al mondo non esistono cose e persone buone?

    NO, ovviamente.

    È soltanto perché le notizie pessime fanno più scalpore. Il problema è che, forza sentire solo notizie del genere, le persone iniziano a crederci. E avevo iniziato anche io a farlo.

    Così per anni ho procrastinato e non sono MAI e dico MAI partita per il viaggio in solitaria che tanto avrei voluto fare. Ho rinunciato così tante volte a partire solo perché sarei stata sola che nemmeno riesco a quantificarle.

    La paura gioca brutti scherzi

    Continuavo a vedere sui social alcune ragazze, nomadi digitali, che seguivo e continuavo a voler essere anche io così. Ma poi la paura bussava alla mia porta e dove non era la mia mente a impormi limiti, ci pensavano le parole altrui:

    “Non sei abbastanza brava, non potresti mai cavartela da sola come fanno loro. LORO hanno esperienza, TU no.”

    “LORO sono l’eccezione, non la regola. Guarda quante donne vengono molestate in continuazione, se parti, è probabile che toccherà anche a te.”

    “Ma se a tornare a casa tua, in centro, vestita da lavoro e sporca, ti fischiano e ti infastidiscono, figurati cosa ti capita all’estero e per giunta da sola!”

    “Lascia stare, non partire. Andrai la prossima volta con qualcuno che ti protegga.”

    “Come fai anche solo a pensare di poter partire da sola? È meglio che ti svegli: prima capisci come funziona il mondo e meglio starai.”

    Già… Prima capisci che nessuno farà le cose per te e meglio starai. Nessuno partirà per te ogni volta che lo vorrai. Nessuno ti risolverà la situazione ogni volta che ne avrai bisogno. Se ti fai tutte queste paranoie la paura ti immobilizzerà in un angolo e ti soffocherà prima o poi.

    La paura ci mette sempre davanti a una scelta

    Abbiamo sempre una scelta. Anche se potremmo avere solo due opzioni discutibili, potremmo sempre scegliere. Scegliere in base al momento, a come ci sentiamo, a come siamo e alla nostra esperienza passata.

    La paura ha il potere di metterci di fronte a scelte tremende, che non possiamo lasciare in sospeso:

    se da una parte, affrontare la situazione di petto ci terrorizza, dall’altra restare immobili e non fare nulla ci riempirà di rimpianti.

    Questa volta io ho deciso di prendere in mano la situazione: parto e sarò sola.

    Per la prima volta in vita mia ho deciso di andare all’estero senza compagnia.

    Andrà bene? Andrà male? Me ne pentirò?

    Sinceramente non lo so, ma non posso aspettare oltre: voglio scoprirlo da me.

    Non perché la mia mente si proietta nel futuro, nell’ansia e nella paura. Non perché qualcuno mi dice che andrà o non andrà così. Ma perché finalmente io sarò lì e starò vivendo la mia scelta, starò finalmente vivendo la mia vita.

    Tutto qui?

    Questo può sembrarti banale, chissà quante volte tu avrai già viaggiato senza compagnia! Ma per me è un grande passo. Forse per te non è il viaggiare, magari è qualcos’altro:

    dichiararti alla persona che ami, lasciare il lavoro che odi e dedicarti a quello che ti piace, essere genitore o scegliere di non esserlo, trasferirti, cambiare qualcosa che non ti piace.

    Non posso dirti io come fare, ma posso dirti cosa ha fatto riflettere me:

    “Tra 10 anni, se fossi ancora dove sono ora, così come sono ora, mi andrebbe davvero così bene?”

    Rispondi sinceramente, se la risposta è no, lavoraci su ponendoti ancora più domande. Risposte sincere seguite da azioni volte ad avvicinarti a ciò che vuoi o ad allontanarti da ciò che non vuoi, ti faranno scoprire la tua strada in questo mondo.

    Fallo in modo ragionato, ma non essere perfezionista: il momento perfetto e le condizioni perfette sono solo un miraggio, fare il primo passo, anche se tremolante, è concretezza.

    Spero che potrai prendere in mano la tua vita, un passo alla volta, che riuscirai ad affrontare le tue paure e che ritroverai la serenità.

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