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La rana bollita, una storia che fa riflettere

Rana bollita

Adattarsi a qualsiasi cosa non è sempre la soluzione migliore e la storia della rana bollita ci aiuta proprio a capire questo. Dobbiamo imparare a riconoscere cosa è più giusto per noi e cosa invece è bene lasciare andare per poter proseguire con serenità nel nostro percorso di vita.

Abbiamo del tempo a disposizione per scegliere, per cambiare. Ma attenzione: se temporeggiamo troppo in certe situazioni, se perdiamo troppo tempo e scegliamo di non scegliere, potremmo finire come la rana bollita.

La storia della rana bollita

Un giorno, una rana finì in una grande pentola piena di acqua fredda. Per lei, quella era una buona sistemazione, la temperatura era perfetta e lei si sentiva bene. Non si era accorta però che sotto la pentola il fuoco era acceso, anche se a bassissima intensità.

Con il passare del tempo la temperatura dell’acqua saliva pian piano. La rana però continuava a stare all’interno dell’acqua e si adattava anche lei, pian piano, alla nuova temperatura dell’acqua.

Trascorso sufficiente tempo però, l’acqua stava per arrivare al punto di ebollizione eppure l’anfibio non usciva dalla pentola.

La rana restò così bollita e, naturalmente, morì.

Avrebbe voluto uscire quando la temperatura iniziava a essere troppo alta per lei, ma aveva sprecato così tante energie per adattarsi ai precedenti cambi di temperatura, che non ne aveva più per saltar fuori e salvarsi così la vita.

Alcuni potrebbero dire che ciò che ha ucciso la rana è stata l’acqua bollente.

Ma non sarebbe forse più corretto dire che ciò che ha ucciso la rana è stata invece la sua incapacità di decidere quando saltare fuori?

Riflettiamoci su…

La storia della rana bollita è un classico esempio di come, a volte, stiamo in situazioni scomode, cercando disperatamente di adattarci a qualcosa che, semplicemente non fa per noi.

Praticare l’accettazione non significa farsi andare bene qualsiasi cosa perché tanto è così.

Accettazione significa che accetto che non tutto è sotto il mio controllo. In particolar modo, nelle situazioni di cui non posso avere il controllo, accetto in modo consapevole che tutto è impermanente.

Attenzione però: dove invece il controllo posso averlo, come nell’esempio della storia della rana bollita dove lei avrebbe potuto scegliere di saltar fuori, è necessario agire.

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1 commento su “La rana bollita, una storia che fa riflettere”

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