Con la parola Paramita s’intendono alcune virtù che una persona dovrebbe far proprie per intraprendere la via dell’illuminazione. In sanscrito il termine Paramita ha più traduzioni in realtà: completamento di un percorso, condurre/raggiungere la riva opposta, perfezione in, colui che ha attraversato la riva.
Nel Buddhismo però, nello specifico, con questo termine si indicano le sei qualità per intraprendere la via della luce.
Le sei Paramita
La prima è la generosità. Essere in grado di condividere e addirittura di provare gioia nel farlo, è il primo passo per addentrarsi sulla strada dell’illuminato.
La seconda è la disciplina. Intesa non come qualcosa di rigido, quindi devo, ma come qualcosa che di nostra spontanea volontà vogliamo. Per esempio, mettere impegno costante nell’evitare di creare dispiaceri o danni agli altri esseri viventi. Questo non perché è semplicemente così che si fa, ma perché ci fa realmente star meglio ed entrare in contatto con il tutto.
La terza Paramita è la pazienza. Grazie a essa possiamo contrastare la rabbia e i giudizi. Come prima cosa dovremmo imparare ad avere pazienza verso noi stesse/i. Se siamo il peggior giudice di noi stessi come potremmo mai evitare di giudicare gli altri? È importante accettare ciò che siamo stati e ciò che siamo, errori compresi. Da qui poi possiamo partire per migliorarci se qualcosa non ci piace così com’è, ma l’accettazione sta alla base. E per accettare ci va pazienza.
La quarta è l’entusiasmo. Per avere questa qualità è necessario tornare a essere un po’ bambini. Vivere nel qui e ora senza aspettarsi nulla dal futuro.
La quinta è la meditazione. Si allaccia molto bene all’entusiasmo in quanto ci richiede nuovamente di stare nel qui e ora. Osservare e sentire in totale presenza, senza attaccamento al risultato, senza trattenere nulla.
La sesta e ultima Paramita è la saggezza. Quest’ultima è la più importante in quanto ci permette di capire che nulla nella vita è realmente sotto il nostro controllo. Grazie a esse possiamo abbandonare ogni giudizio e attaccamento, per dedicarci solamente all’unico momento che conta: il presente.
Perché seguire questi insegnamenti
Fare proprie le sei Paramita è un grande passo per la strada dell’illuminazione. L’abbiamo già detto, tuttavia cos’è questa strada e perché dovremmo volerla intraprendere?
L’illuminazione in oriente è rappresentata dal Buddha che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è un dio. Buddha infatti (tradotto in italiano “l’illuminato”) è l’uomo che si dice abbia raggiunto l’equilibrio.
Essere illuminato non vuol dire felicità, ma quiete profonda e infrangibile. Nulla di quello che accade avrebbe più influenza sul nostro umore. Si vivrebbe dunque in pace e libertà.
Nel mio piccolo io sto cercando di fare il possibile, ma ammetto che, almeno personalmente, è tosta! Comunque spero che l’articolo ti sia piaciuto, ti ricordo come sempre che puoi lasciare qui sotto un bel mi piace e condividerlo. Per non perderti nuovi articoli puoi iscriverti gratuitamente alla newsletter e seguirmi sui social se già non lo fai =)

