Letteralmente tradotto slow tourism significa turismo lento. Queste parole stanno a significare un determinato tipo di viaggio che io personalmente adoro!
Viviamo vite sempre più frenetiche. Ci svegliamo la mattina essendo già in ritardo e non importa quanto presto possiamo svegliarci. Le giornate dovrebbero essere almeno di 48H per riuscire a fare tutto con calma e tranquillità.
Lo slow tourism nasce quindi come risposta alla frenesia della vita moderna. Così che, almeno in viaggio, possiamo vivere con lentezza, calma e serenità.
In cosa consiste lo slow tourism
Viaggiare lentamente in questo caso non vuol dire semplicemente spostarsi poco per volta e in modo lento. Stiamo parlando di un vero e proprio stile di viaggio che si pone come obbiettivo l’assaporare i piccoli dettagli.
A differenza dei classici viaggi organizzati dove bisogna “correre” per vedere quante più cose possibili in pochissimo tempo, qui ci si prende tempo.
Tempo per viaggiare in modo lento e sostenibile: treno, van/camper, ma persino bicicletta o a piedi. Infatti anche il modo fisico di spostarsi da una zona all’altra diventa parte dell’esperienza di viaggio. Pensiamo magari ai cammini sparsi in tutto il mondo. Cammini come quello di Santiago de Compostela per esempio, che è sicuramente molto famoso.
Tempo per ammirare l’alba, il tramonto e le bellezze naturali che si pongono davanti ai nostri occhi. Sì, perché solitamente i viaggi di questo calibro prevedono di stare a contatto con la natura per riacquisire il contatto con essa, per riconnettersi con l’infinito.
Tempo per gustare la cucina locale, per assaporare la cultura e conoscerne gli usi e i costumi tradizionali.
Tempo quindi di vivere appieno la vita, con consapevolezza e serenità.
Non importa se non vedremo tutte le meraviglie che quel luogo ha da offrire, l’importante è essere presenti in ciò che facciamo, ogni singolo istante.
Un’assonanza curiosa e la mia esperienza diretta
Lo slow tourism in effetti è molto simile a una meditazione: di fatto in ambedue c’è ricerca di pace, tranquillità ed equilibrio. L’idea è quella di vivere al massimo, accettando ciò che arriva così com’è.
Questo non vuol dire che non organizzeremo nulla o non ci aspetteremo nulla, ma semplicemente non avremo alcun attaccamento al risultato.
A me è capitato di fare due viaggi di questo tipo e sono stati una vera rivelazione!
La prima volta partivo per l’Africa e sapevo che il motto era “Pole pole” tradotto dallo swahili significa “piano, piano/lentamente”. Non esistevano orari, non esistevano tempistiche o grandi piani perché si viveva alla giornata, o meglio,
all’istante.
Ogni cosa che per noi occidentali era un potenziale contrattempo, i locali rispondevano: “Pas des problemes”.
Ho imparato a vivere affrontando le difficoltà una per volta e non a vedere il problema ma direttamente le possibili soluzioni.
Nel secondo viaggio invece ero in Europa e, una volta tanto, sono riuscita ad avere ZERO aspettative. Non avevo letteralmente programmato nulla se non dove sarei andata a dormire. Non sapevo dove cambiare i soldi, come raggiungere il centro, cosa avrei mangiato, cosa c’era da visitare, nulla insomma.
Eppure è stato uno dei viaggi più belli che io abbia mai fatto!
Mi sono lasciata trascinare dagli eventi, ho camminato tantissimo (non ho mai preso un mezzo di trasporto una volta giunta a destinazione e ho tenuto una media di 27 km al giorno) ed è stato bellissimo.
Consiglio a tutte/i di provare a viaggiare slow quanto più potete perché è una forma di viaggio davvero straordinaria che spesso è in grado di portare piacevoli risvolti anche nella vita di tutti i giorni.
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