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Mantra, ecco cosa sono e perchè utilizzarli

    Oggi parleremo di mantra, un’antica pratica di meditazione che trova le sue radici in India.

    La parola mantra è sanscrita ed è formata da man che significa “mente” o “pensare”, e trai che vuol dite “liberare da” o “strumento”. Perciò la traduzione più comune di mantra è: “strumento per liberare la mente”.

    Sono dunque quelle frasi, più o meno lunghe, derivanti dal sanscrito. Esse vengono recitate in modo ripetuto e cadenzale, producendo vibrazioni che invadono il nostro corpo e interrompono i nostri pensieri continui.

    Bene, ora che sappiamo all’incirca cosa sono, vediamo perché vengono utilizzati e in che modo farlo.

    Perché utilizzare i mantra

    I mantra sono suoni studiati per aiutare la nostra mente e il nostro corpo a essere in pace ed armonia. Essi hanno il potere di tranquillizzare, riequilibrare ed accettare il nostro essere. Abbassano la frequenza cardiaca, regalando una sensazione di beatitudine già dopo pochi istanti. Ci aiutano a stare più calmi e tranquilli, a riattivare le energie insite in noi e ad avere la mente lucida e sgombra da ogni altro pensiero.

    Come utilizzarli

    Ne esistono vari tipi, con funzioni “specifiche” come il rilassamento, la ricerca d’equilibrio o di pace, l’accettazione, il radicamento, ecc.

    Alcuni possono essere detti a voce alta oppure bassa o solo ripetuti nella mente. Si possono recitare molto velocemente (normalmente quelli più lunghi o per attivare la tua energia) o davvero lentamente (quelli brevi, di poche parole o per enfatizzare la tua ricerca di calma) in base alla loro natura.

    La cosa che può fare la differenza è la cadenza con cui si recita il mantra. Ti consiglio quindi di sentire bene la frase scelta e poi di riprodurla quanto più fedelmente.

    Normalmente si recita la parola/frase per 108 volte e qui ci può tornare utile l’aiuto di un mala*(1).

    Durante l’esecuzione è preferibile essere seduti a terra (tappeto yoga, prato o dove preferite) in posizione meditativa*(2), concentrandosi bene su ciò che si sta facendo ed essere quanto più possibile presenti nell’azione.

    Si può anche associare una respirazione al mantra, per ampliarne il potere. Si consiglia di respirare solo con il naso, ove possibile, preferendo una respirazione addominale e cercando di seguire le parole anche con il respiro.

    Esistono anche mantra legati ai chakra e in questo caso, normalmente, le mani vengono posizionate sui singoli chakra, a volte in posizioni mudra.

    Come scegliere il tuo mantra

    Questo davvero non posso dirtelo io ma dipende tutto da te.

    È possibile anche creare il proprio mantra senza prenderne uno già “fatto”. In questo caso ti basterà pensare a cosa ti serve in quel momento, cosa vuoi migliorare, per esempio. Scegli parole che al suono ti piacciano ed evita cose che possono avere più significati, magari anche negativi.

    Se invece scegli un mantra tradizionale in sanscrito, tieni presente che in molte frasi si fa riferimento a Dio, essendo i mantra derivanti da un popolo religioso. Tuttavia non devi essere per forza credente perché il mantra funzioni, basta che come Dio tu interpreti il tuo benessere per esempio (diciamo il Buddha che c’è in te).

    Personalmente scelgo intuitivamente il mantra da recitare in base a come mi sento in quel momento. Faccio ciò in quanto sostengo fortemente che, anche se a livello inconscio, giù in profondità, sappiamo bene cosa ci serve e quando.

    Fidati del tuo istinto in queste cose,
    Shanti Ananda!

    *(1) Mala: specie di collana (tipo rosario) composta da 108 elementi che fatti scorrere tra le dita aiutano a recitare i mantra. Acquistabile in negozi etnici, online, oppure, se come me sei un amante dei viaggi, puoi acquistarlo in India, Sri Lanka, Tibet, Nepal ecc. =)

    *(2) Posizione meditativa: gambe incrociate, schiena dritta (se vuoi puoi appoggiarti al muro, a un albero ecc.), sguardo in avanti, occhi chiusi, mani abbandonate sulle ginocchia con pollice ed indice unito, palmo delle mani rivolo verso l’alto per caricare oppure rivolto verso il basso per l’opposto.

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