Vai al contenuto

Come fare l’oleolito di iperico secondo la ricetta tradizionale

    Oleolito di iperico

    Tra i preparati naturali più affascinanti della tradizione erboristica, l’oleolito di iperico occupa sicuramente un posto speciale. È uno di quei rimedi antichi che uniscono natura, ritualità e cura personale in un modo molto semplice ma incredibilmente suggestivo.

    L’oleolito di iperico si ottiene lasciando macerare i fiori della pianta di iperico in un olio vegetale per diverse settimane. Con il tempo l’olio assume il suo caratteristico colore rosso intenso, quasi rubino, ed è proprio questo uno degli aspetti che più colpiscono chi lo prepara per la prima volta.

    Vederlo cambiare lentamente giorno dopo giorno ha qualcosa di quasi rituale. È una preparazione lenta, fatta di attesa, osservazione e piccoli gesti ripetuti con calma. Ed è forse anche questo il motivo per cui l’oleolito di iperico continua ancora oggi ad affascinare così tante persone.

    Tradizionalmente viene utilizzato nella cura della pelle grazie alle sue proprietà lenitive, emollienti e restitutive, soprattutto per pelli secche, arrossate o stressate.

    Cos’è l’iperico e perché viene chiamato erba di San Giovanni

    L’iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni, è una pianta spontanea facilmente riconoscibile per i suoi piccoli fiori gialli molto luminosi.

    Il nome popolare deriva da una tradizione antichissima legata proprio alla notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, un momento che da secoli viene associato a rituali popolari, raccolte di erbe officinali e pratiche simboliche legate alla protezione e al benessere.

    Secondo la tradizione, sarebbe proprio questo il periodo migliore per raccogliere l’iperico, perché la pianta raggiungerebbe il massimo della sua energia e delle sue proprietà naturali.

    In molte zone d’Italia esiste ancora l’usanza di raccogliere i fiori la sera del 23 giugno oppure all’alba del 24, spesso in luoghi immersi nella natura e lontani dal caos.

    È una tradizione molto antica che mescola erboristeria popolare, spiritualità contadina e ritualità legata al solstizio estivo. Anche chi non crede a tutto il lato simbolico difficilmente può restare indifferente al fascino di queste usanze tramandate per generazioni.

    Le proprietà dell’oleolito di iperico

    L’oleolito di iperico è particolarmente apprezzato nella cosmetica naturale per le sue proprietà lenitive e addolcenti.

    Tradizionalmente viene utilizzato per aiutare la pelle secca, arrossata o particolarmente stressata dagli agenti esterni. Molte persone lo applicano dopo l’esposizione al sole, su zone screpolate oppure durante i massaggi rilassanti.

    La sensazione che lascia sulla pelle è molto piacevole: nutriente ma non eccessivamente pesante, con una texture morbida e avvolgente.

    Viene spesso utilizzato anche nei rituali di benessere più lenti e rilassanti, proprio perché richiama un’idea di cura naturale molto semplice e antica.

    È importante ricordare che l’iperico può aumentare la fotosensibilità della pelle. Per questo motivo l’oleolito non va applicato prima dell’esposizione diretta al sole.

    Qui trovi la ricetta per creare un sapone.

    Ingredienti per preparare l’oleolito di iperico

    Per realizzare un buon oleolito di iperico servono pochissimi ingredienti, ma è fondamentale che siano di qualità.

    Ti serviranno:

    • fiori freschi di iperico;
    • olio di oliva (non extravergine);
    • un barattolo di vetro pulito e asciutto;
    • una garza;
    • un colino;
    • una bottiglia di vetro scuro per la conservazione.

    La raccolta della pianta è una parte importante della preparazione. È fondamentale assicurarsi di riconoscere correttamente l’iperico e raccoglierlo soltanto in luoghi puliti e lontani da fonti di inquinamento.

    Come fare l’oleolito di iperico

    Per preparare l’oleolito di iperico in casa si utilizzano principalmente i fiori freschi della pianta.

    Dopo la raccolta (che ti consiglio di fare quando calerà il sole il giorno 23 giugno), controlla accuratamente i fiori ed elimina eventuali impurità o parti rovinate (24 giugno mattina). Alcune persone preferiscono lasciarli riposare qualche ora su un panno asciutto, così da ridurre leggermente l’umidità superficiale.

    Io te lo consiglio, raccogli i fiori il 23 giugno, stendili su un panno di cotone, canapa o bambù e la mattina seguente, possibilmente all’alba, inserisci quindi i fiori all’interno di un barattolo di vetro senza comprimerli troppo e ricoprili completamente con l’olio.

    A questo punto chiudi il contenitore con una garza e lascialo macerare in un luogo luminoso, ma non a luce diretta solare, per 4 settimane. Durante questo periodo l’olio inizierà lentamente a cambiare colore, assumendo la classica tonalità rossastra tipica dell’oleolito di iperico.

    È consigliabile girare delicatamente il contenuto del barattolo ogni giorno.

    Terminato il periodo di macerazione, filtra tutto con un colino a maglie fini e trasferisci l’olio in una bottiglia di vetro scuro ben pulita.

    La tradizione di San Giovanni e la raccolta dell’iperico

    La parte più affascinante dell’oleolito di iperico, almeno per me, resta tutta la tradizione che ruota attorno alla raccolta della pianta.

    Da secoli la notte di San Giovanni viene considerata un momento speciale, profondamente legato alla natura e ai suoi cicli.

    In molte tradizioni popolari si racconta che le erbe raccolte durante questa notte abbiano una forza particolare. L’iperico è probabilmente una delle piante più simboliche di questo periodo, tanto da essere chiamato proprio erba di San Giovanni.

    Anche senza voler trasformare tutto in qualcosa di mistico, trovo bellissima l’idea di mantenere vivo un gesto così antico.

    Uscire alla sera di fine giugno, raccogliere lentamente i fiori, preparare l’olio con calma e aspettare settimane mentre cambia colore è una di quelle cose che fanno sentire più vicini ai ritmi naturali.

    Ed è probabilmente anche questo il motivo per cui molte persone continuano a prepararlo ancora oggi.

    Conservazione e utilizzo

    L’oleolito di iperico si conserva generalmente per circa un anno se tenuto al riparo da luce, calore e umidità.

    Può essere utilizzato come olio corpo, durante i massaggi oppure come base per preparazioni cosmetiche fai da te.

    Molte persone lo inseriscono anche nei propri rituali serali di benessere, proprio per la sensazione di calma e cura che riesce a trasmettere.

    La mia esperienza personale con l’oleolito di iperico

    La prima volta che ho preparato l’oleolito di iperico l’ho vissuta come un rituale personale.

    Non era soltanto il desiderio di creare un prodotto naturale fatto in casa. C’era anche qualcosa di profondamente rilassante nell’intero processo.

    La raccolta dei fiori, il profumo dell’estate, l’attesa lenta della macerazione, il colore dell’olio che cambia giorno dopo giorno. Sono tutte cose molto semplici, ma che riescono davvero a rallentare il ritmo mentale.

    Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che amo di più dell’autoproduzione naturale: ti obbliga a uscire dalla logica dell’immediatezza.

    Con l’oleolito di iperico non puoi avere tutto subito. Devi aspettare, osservare e prenderti cura della preparazione nel tempo. E sinceramente credo che anche questo faccia parte del suo valore.

    Preparare in casa un oleolito di iperico significa riscoprire un gesto antico, lento e profondamente legato alla natura. Ed è forse proprio questo che continua a renderlo così speciale ancora oggi.

    Rispondi