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Sono stata derubata a Bruxelles

    Ero partita da Torino direzione Bruxelles per fare un viaggetto tipo interrail alternativo con un’amica. Avevamo in mente di fare questo viaggio dopo la maturità ma vuoi per una cosa o per l’altra avevamo dovuto attendere anni prima di riuscirci. Per la precisione sei lunghi e interminabili anni.

    Un viaggio tanto atteso

    Dopo averlo sognato così a lungo decidemmo finalmente di partire. Avevamo 24 anni ed era fine estate 2018. In appena un mese prenotammo dove il nostro portafogli ci poteva permettere di andare e partimmo. La prima tappa era il Belgio, Bruxelles appunto. Non eravamo bene organizzate ma poco ci importava. Ci bastava viaggiare così: due care amiche con lo zaino in spalla, a spasso per l’Europa.

    Lo sognavamo da tanto e ce lo eravamo immaginate tipo il film “Eurotrip”, dove un gruppo di ragazzi americani, dopo essersi diplomati appunto, partono alla scoperta dell’Europa. Sapevamo che non sarebbe mai stato lo stesso, il nostro tour era molto più breve e comprendeva molte meno tappe. Ma sapevamo accontentarci ed eravamo felicissime di essere finalmente riuscite a partire.

    La metropolitana di Bruxelles

    Dall’aeroporto di Torino ci mettemmo circa due ore ad arrivare a destinazione: Bruxelles. Era pomeriggio e dovevamo trovare un mezzo che ci potesse portare in centro per posare i nostri zaini. Anche perché in questa città saremmo rimaste solo un giorno, infatti il pomeriggio dopo saremmo dovute salire su un bus alla volta di Amsterdam. Immancabile meta per chi viaggia in Europa in compagnia di amici!

    Trovammo un bus e in poco tempo arrivammo in centro. Prendemmo dei biglietti per la metro, per riuscire ad avvicinarci di più all’albergo ed evitare di fare troppa strada a piedi con gli zaini. Presi i biglietti al distributore automatico in stazione. Proprio lì vicino erano disposte le porte d’entrata ai mezzi. E qui inizia il dramma.

    Avevo una borsa con scritto sopra “scippami ti prego”. Una borsa dell’Ikea che in realtà era una di quelle buste in tela per la spesa, senza cerniera. Era a penzoloni sulla mia spalla destra. Me lo ricordo come fosse ieri. All’interno c’era un cellulare Samsung s 6 di seconda mano e il portafogli che conteneva i miei documenti e 100 euro. Non era molto, ma era tutto ciò che avevo per il viaggio. Senza contare che senza documenti non sarei potuta tornare a casa.

    Dannata Bruxelles!

    Un uomo molto alto e ben piazzato si avvicina a me mentre cerco di infilare il biglietto per convalidarlo e far sì che si aprissero le porte per accedere alla metro. Inizia a spingere e mi infastidisce parecchio. La mia amica pensa che non abbia il biglietto e voglia passare con me. Ma data la mia impeditaggine, il tizio tira fuori il suo abbonamento e lo passa al posto del mio biglietto e io entro.

    Tra me e me penso: “ma se aveva tutta sta fretta perché mettersi dietro di me? C’erano tante entrate libere, la metro è mezza vuota”.

    Il tizio passa subito dopo di me e se ne va con passo frettoloso, facendo per svoltare a sinistra. Abbasso lo sguardo sulle sue mani e vedo il mio portafogli.

    Lo strattono dicendo un “NO” secco e risoluto e gli strappo il MIO portafogli dalle mani. Dal mio timbro vocale il ladro mi chiede se sono spagnola. Non so se ridere o piangere. La mia amica mi raggiunge e inizia a urlare: “Al ladro! Al ladro!”

    Cerca di trattenerlo e chiamare le autorità. Nessuno ci caga… Il borseggiatore inizia a correre e ci insulta. La mia amica ricambia con tutti gli insulti che conosce in tutte le lingue che sa.

    Scampato pericolo

    Per fortuna non è successo nulla di grave! Controllo nella borsa e nel portafogli se c’è tutto e, per fortuna, non è sparito nulla. Chiamo il mio compagno, lui sa che ero impanicata prima della partenza. Continuavo a pensare a tutto ciò che poteva andare storto e lui cercava di tranquillizzarmi inutilmente.

    “Ciao amore”

    “Ehy ciao, siete arrivate?”

    “Si, e indovina un po’?”

    “Che cosa?”

    “Siamo qua da nemmeno due ore e hanno già tentato di scipparmi!”

    “Cooosa? Scherzi vero?”

    “No, per niente…”

    Gli racconto tutto, dopo di che io e la mia amica ci guardiamo e scoppiamo in un’euforica risata. Poteva succedere di tutto, ma per fortuna non è successo niente di grave. Ora sapevamo che nulla avrebbe rovinato il nostro viaggio perché sapevamo di potercela cavare benché sole, in mezzo all’Europa =)

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