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Tessuti ecologici e sostenibili per armadi green

    Esistono moltissime fibre tessili al mondo, ma non tutti i tessuti sono ecologici purtroppo. Se non stiamo attenti rischiamo di indossare capi d’abbigliamento altamente inquinanti e che non lasciano respirare la pelle.

    Le tipologie di tessuti

    I tessuti si dividono in tre macrocategorie di fibre tessili che sono:

    • naturali;
    • artificiali;
    • sintetiche.

    I tessuti naturali si dividono ancora in tessuti di origine animale e vegetale. Purtroppo rappresentano soltanto il 40% dei tessuti utilizzati mediamente nel mondo. Di questa categoria fanno parte la lana, la seta, il cotone, la rafia, il lino e molte altre.

    I tessuti artificiali invece vengono prodotti dall’uomo attraverso processi chimici, a partire solitamente dalla cellulosa. La categoria più comune derivante dalla cellulosa è il rayon dalla quale si possono ottenere vari tessuti come la viscosa.

    I tessuti sintetici invece sono quelli prodotti dall’uomo partendo da materie prime che normalmente sono difficili da reperire in natura e si creano attraverso processi di sintesi. Un esempio è il nylon oppure il poliestere.

    I tessuti ecologici

    Sebbene è normale pensare che i tessuti più ecologici siano quelli naturali (e sì, in effetti, lo sono), non tutti hanno una produzione sostenibile. Senza ulteriore indugio vediamo quindi quali materiali dovremmo acquistare e indossare e perché.

    Il lino

    Questo tessuto si ricava dall’omonima pianta che, tra le altre cose, richiede poca acqua per poter crescere. È facile da coltivare, anche su terreni meno prestanti, viene utilizzato interamente senza scarti o sprechi. È un tessuto di ottima qualità e se non è stato tino rimante anche un prodotto 100% biodegradabile. Inoltre è fresco e lascia respirare la pelle.

    La canapa

    la pianta della canapa dalla quale si ricava l’omonimo tessuto ha numerose qualità: cresce velocemente, richiede meno acqua di molte altre piante (tra cui il cotone), non impoverisce il terreno, non richiede pesticidi e rimuove più anidride carbonica di quella che emette. È un tessuto traspirante e con proprietà antimicrobiche oltre a essere anche piuttosto resistente.

    Il cotone organico

    Esiste un metodo biologico per coltivare il cotone, privo di pesticidi e che ci dona comunque il tessuto morbido e traspirante che tutti conosciamo. Il cotone si ricava dalla peluria che si crea attorno ai semi della pianta. Questo tessuto è molto resistente, ipoallergenico e non viene attaccato dalle terme.

    Il bambù organico

    La pianta del bambù cresce in modo rapidissimo, può sopravvivere solamente con l’acqua piovana, è possibile ricavare il bambù senza per forza uccidere la pianta ed estrae parecchia CO2 dall’ambiente. Detto ciò bisogna fare attenzione poiché non tutte le produzioni di tessuti sono ecologiche (per esempio la viscosa di bambù non lo è)! Presa questa accortezza, il bambù ha proprietà antimicrobiche, è morbidissimo, molto resistente e termoregolatore. Insomma un toccasana per la pelle!

    Altri tessuti ecologici?

    Esistono varie aziende che hanno investito per creare tessuti di riciclo partendo da rifiuti quali plastica riciclata, reti da pesca estratte dal mare, tessuti di scarto e così via. La produzione richiede pochissima acqua e non richiede dispendio di materie prime, dal momento che sono materie di riciclo che sarebbero divenute mera spazzatura. Nonostante ciò c’è da dire che alcuni di questi prodotti, durante il lavaggio, potrebbero disperdere microplastiche che verrebbero immesse negli oceani attraverso la rete idrica di scarico della lavatrice.

    Altri brand stanno creando prodotti partendo da scarti di cibi. Miomojo per esempio ha realizzato linee di borse e accessori partendo dalla buccia delle mele e cactus.

    Incredibile vero?

    Se quindi ti fa piacere avere un armadio green, con tessuti ecologici e che rispettano la tua pelle, queste sono le scelte migliori attualmente presenti sul mercato.

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