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Un po’ di sano egoismo fa bene a tutti

    Cosa pensi che sia il sano egoismo?

    Fin da bambini ci è stato insegnato che essere egoisti era un male. Così siamo cresciuti con la convinzione inconscia e ben radicata che se non affidiamo l’intera nostra esistenza al servizio di qualcun altro siamo in qualche modo “cattivi”.

    Oggi io vorrei smentire questa cosa.

    Sei egoista! Dovresti pensare di più a…

    Vediamo come prima cosa il significato della parola egoismo, così da evitare confusione:

    “Atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e della propria utilità, tendendo a escludere chiunque altro dalla partecipazione ai beni materiali o spirituali ch’egli possiede e a cui è gelosamente attaccato”.

    Ho sottolineato le parole “unicamente” e “escludere chiunque altro” perché ci fanno già capire quanto sia mal utilizzata la parola egoista.

    Facciamo un esempio pratico:

    se una mamma o un papà single dopo aver accudito i figli, essere andati a lavorare, aver pulito e preparato la cena e messo a letto i bambini chiedono a una persona fidata (come i nonni, una zia, una buona baby sitter o che so io…) di stare con la loro prole mentre si prendono un paio d’ore per vedere una persona, vengono spesso etichettate come egoiste. Infatti, continuando per ipotesi, se al bar qualcuno li/le incontrerà e chiederà loro: “E i bambini dove li hai lasciati? Non stanno con te?” ecco che magicamente scatterà il giudizio e il fatto che queste persone diventano egoiste anche se per le restanti 22 ore hanno votato il loro tempo alla famiglia, alla casa e al lavoro. E magari si prendono solamente quelle due ore alla settimana per loro stesse.

    Le problematiche che possono insorgere

    Se dedico il 100% del tempo e delle energie agli altri cosa accade?

    Che sarò stanco, insoddisfatto, e che inizierò a credere di non valere nulla.

    “Questo lavoro è più urgente del mio sonno”

    “Mio figlio (che magari ha 16 anni…) ha bisogno di me sempre, non posso lasciarlo solo”

    “Non posso prendermi una pausa anche se sono stanco, devo pulire casa”

    “Vorrei tanto fare questa cosa ma il partner vuole fare altro e quindi lo accontento per non discutere” cosa che magari si ripete sempre e perennemente…

    E molte altre frasi del genere, pongono la persona che le pronuncia in una condizione di inferiorità. Non importa cosa fai o chi sei, c’è qualcuno o qualcosa più importante di te che richiede il tuo tempo, la tua comprensione e la tua pazienza. Non ti devi permettere di fare pause o di prenderti cura del tuo benessere perché non vali il tuo tempo quanto gli altri.

    Assurdo vero?

    Ma il meccanismo che si innesca è sostanzialmente questo. Una vocina pestifera che inizia a farci pensare che non siamo abbastanza e che mai lo saremo. Non abbiamo pace nemmeno per un minuto ed è giusto che sia così.

    Una persona del genere è un individuo frustrato che ha due possibilità, se non cambia rotta:

    • abbassare la testa e accettare con passività che la sua vita è, e sarà sempre, al servizio di altri che “contano di più”;
    • esplodere, perdere totalmente la testa e fare qualcosa di estremo e radicale (non per forza qualcosa di positivo…).

    Il sano egoismo è una necessità

    Sano egoismo significa invece avere amore per se stessi. NON vuol dire pensare solo a sé o ritenersi superiori agli altri, anzi, significa semplicemente che riconosciamo la nostra persona come di egual valore agli altri. Ci poniamo non al di sopra, bensì sullo stesso piano. Questo fa sì che si creino persone più serene.

    Ma in che modo ciò è possibile?

    Riconoscere che sono un individuo (sia maschio che femmina) che ha dei diritti e delle necessità. E se non faccio del male a terzi perché mai non sarebbe lecito averli?

    Questa è sicuramente la base.

    Fatto questo bisogna sfatare il mito che se dedico un po’ del mio tempo esclusivamente a me non va bene, perché come abbiamo detto è utile sia a me che agli altri che io sia sereno.

    Se sono mamma e faccio una serata con le amiche ogni tanto e mi prendo cura di me, passerò un messaggio positivo ai miei figli. Inoltre sarò più felice di stare con loro quando ci sto perché non la vedrò come un’imposizione e/o un dovere assoluto, ma come un vero e proprio piacere.

    Non sto togliendo niente a nessuno e non sto passando davanti pestando i piedi. Sto semplicemente prendendo una parte del mio tempo e la sto dedicando a me, a quello che amo e, paradossalmente facendo questo, mi permetto di essere una persona migliore anche nei confronti degli altri.

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