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L’uomo saggio e la barzelletta divertente

    saggio

    A cosa serve interpellare un uomo saggio se poi non gli si dà ascolto?

    Amo le storie. Hanno il potere d’intrattenere e far provare emozioni, siano queste ultime positive o negative, poco importa. C’è un particolare tipo di storie a cui sono molto affezionata e di cui non potrei fare a meno e sono quelle con una morale. Sono le mie preferite in assoluto, capaci di far riflettere dolcemente, senza imporre nulla, celando un messaggio più o meno nascosto tra le righe.

    Ho scovato questa nuova storia che parla di un uomo saggio. È breve, tuttavia piuttosto incisiva e, probabilmente, applicabile a molti di noi.

    L’uomo saggio

    In tempi antichi, in un regno remoto, si narra vivesse un uomo conosciuto ovunque per la sua saggezza. Inizialmente egli dava consigli solo ai suoi familiari e agli amici più intimi. La sua fama di saggio però crebbe a dismisura, a tal punto che lo stesso sovrano iniziò a chiamarlo spesso al suo cospetto per chiedergli consiglio.

    Giorno dopo giorno molte persone si recavano da lui per chiedere un suo prezioso consiglio. Il saggio era ben disposto ad aiutare ogni persona che andava dinanzi al suo cospetto, senza nessuna esitazione.

    Dopo qualche tempo però notò che erano molti gli uomini e le donne che tornavano da lui, di settimana in settimana, con gli stessi identici problemi, quindi ricevevano sempre gli stessi identici consigli dal saggio, ma non li mettevano in pratica.

    Un giorno dunque l’uomo saggio riunì tutte quelle persone che spesso si presentavano alla sua porta per chiedere consiglio e raccontò loro una barzelletta.

    La barzelletta era così divertente che tutti scoppiarono a ridere. Dopo aver aspettato un po’ di tempo, raccontò nuovamente la stessa barzelletta. E poi ancora, e ancora. Continuò a raccontare la stessa barzelletta per ben tre ore, alla fine delle quali tutte le persone presenti erano sfinite.

    Allora il saggio uomo domandò loro:

    “Per quale motivo non potete ridere tante volte per la stessa barzelletta, ma potete piangere migliaia di volte per gli stessi problemi?”.

    Riflettiamoci su…

    Non so tu, ma a me è capitato parecchie volte di piangere per gli stessi problemi, proprio come dice il saggio. Eppure non sono mai riuscita a gioire troppo tempo per qualcosa.

    Come mai permettiamo ai momenti belli e meravigliosi della nostra vita di stupirci ed emozionarci per così poco tempo, mentre per i momenti brutti e/o per i problemi investiamo così tanto tempo ed energie?

    Rendiamoci conto che il problema principale della nostra vita è dove scegliamo di dare attenzione. Un problema che noi lo guardiamo di sfuggita o che ci ragioniamo sopra per mesi, che ci ridiamo sopra o che ci disperiamo con tutta l’anima, resterà sempre uguale. I problemi non cambiano solitamente, siamo noi che possiamo scegliere se vederli in un certo modo e quindi agire per risolverli e/o accettarli, oppure lasciarci sopraffare e continuare imperterriti a lamentarci senza fare nulla, nemmeno quando un saggio ci aiuta e ci dà la soluzione tra le mani.

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