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Vesak: la festività della luce

    wesak

    Una ricorrenza buddhista tra le più importanti è proprio il vesak. Questa festività si celebra tra fine aprile e inizio maggio, durante il plenilunio. In questa giornata si celebra la nascita, la vita e l’illuminazione di Siddharta Gautama, il Buddha storico.

    La storia

    La storia narra che 2500 anni fa, Siddharta Gautama riuscì a raggiungere il Nirvana. Dedicò la sua esistenza da lì in avanti a insegnare ciò che egli aveva appreso e l’aveva portato a uno stato di pace e serenità finché non finì il suo tempo su questa terra. Essendo un illuminato, egli ormai era fuori dal ciclo di rinascite e morti e avrebbe finalmente potuto godere dell’eterna pace.

    Prima di entrarvi però, guardò coloro che ancora vivevano. Vide dolore e sofferenza e provò compassione. Per questo motivo Siddharta, su quell’attesa soglia di pace e beatitudine, che alcuni potrebbero identificare come Paradiso, fece la grande rinuncia. Fece voto di non varcare la soglia fino a quando ogni altro essere non l’avesse varcata prima di lui. Fino a quel momento egli rimarrà in attesa, pronto ad aiutarli e sostenerli e tornerà ogni anno sulla Terra, durante il vesak appunto, per portar loro la sua benedizione.

    Il vesak non è una celebrazione soltanto per buddhisti

    Possiamo definire il vesak come un momento dove chiediamo pace, benessere e serenità per tutti gli esseri. Questo senza alcuna distinzione di razza, religione o qualunque altra cosa, poiché i doni che s’invocano sono un bene comune che crea unione e amore.

    Per questo motivo, a prescindere che abbiamo un credo piuttosto che un altro, il vesak può comunque essere celebrato. Tra l’altro si dice che il Buddha in questa particolare ricorrenza non sia solo, ma anzi che sia accompagnato dai grandi maestri, figure di un certo rilievo che provengono da varie altre religioni.

    L’essenza del vesak

    Cosa si fa durante il vesak?

    Di base, parliamo di una cerimonia secondo me davvero molto bella, volta appunto a richiamare su di noi la luce. È sostanzialmente un momento in cui potremmo dire che si uniscono diverse tecniche tra asana, mantra, mudra, respirazione, meditazioni e preghiere in un’unica grande invocazione alla luce.

    Per praticare il vesak non sono necessarie attitudini particolari. È richiesto però un corretto atteggiamento e buona presenza e concentrazione mentale.

    Normalmente è un evento gratuito organizzato da maestri di varie discipline tra cui lo yoga e la meditazione. Io ho già partecipato a diversi vesak e posso dirti che, almeno per me, è un momento davvero unico e fantastico.

    “Partecipare al vesak significa collegarsi attraverso la meditazione per ricevere e ridistribuire la Grande Benedizione impartita all’Umanità dai Maestri. Significa attraversare in meditazione la porta dimensionale; in quei pochi, straordinari minuti, un immenso fiume di energia viene irradiato sui presenti. Sono Grandi Energie di Luce, Amore, Fratellanza, Solidarietà e Unificazione che attraverso la meditazione si concretizzano ed espandono.

    Non è un’occasione commerciale, e non appartiene a nessuna religione o credo politico. È un dono offerto ogni anno in spirito di fraternità, con cuore puro e movente disinteressato”

    Giuditta Dembech

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