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Viaggiare al tempo del covid

    Credo che viaggiare nei tempi moderni non sia mai stato tanto difficile come nel 2021. Non solo ci si deve preoccupare delle solite cose quali documenti di viaggio, personali, visti e via dicendo, ma anche del covid. Già, viaggiare oggi e soprattutto all’estero è diventato davvero arduo.

    Viaggiare nel 2021 sprovvisti di green pass

    Se molti ritengono che sia superfluo, per persone come me viaggiare è assolutamente indispensabile. Io vivo per viaggiare! Da dicembre 2019 non ho più potuto farlo fino a inizio ottobre 2021 dove per rivedere una parte della mia famiglia dopo più di due anni di lontananza ho acquistato un volo aereo per Palma. L’ho pagato 9 euro in totale tra andata e ritorno. Non scherzo. Pur sapendo molto bene che l’aereo è il mezzo di trasporto che più inquina al mondo non ho più potuto farne a meno. Con poco tempo a disposizione ho prenotato e sono partita. Mai però mi sarei aspettata una trafila del genere.

    Io non ho il vaccino contro il covid. Non ho voluto farlo perché ritengo che non abbia un senso logico che uno stato, il mio stato, mi imponga un velato divieto di vivere nella normalità senza un QR code che dichiara non si sa bene cosa. Se il vaccino è necessario va reso obbligatorio con dati a supporto, se non lo è non bisogna imporre nulla a nessuno. Nemmeno in modo subdolo come si sta facendo ora.

    Per questo motivo per me viaggiare è più difficile ancora. Capire quali tamponi sono validi e quali no, dove fare il test e quanto prima e per quanto sarà valido. In quale stato c’è questa e quell’altra regola preventiva, cosa potevo fare senza green pass “permanente” e cosa no. Un vero incubo.

    E quindi…

    Alla fine sono riuscita, dopo vari giorni di ricerche, a capire cosa dovevo fare e quali documenti dovevo compilare. Per effettuare il check in ho dovuto caricare il green pass che mi è stato rilasciato dopo aver fatto il tampone antigenico rapido in farmacia. A inizio ottobre per andare in Spagna bastava quello, ma ora non saprei dire. Le cose possono cambiare da un giorno all’altro e senza tanto preavviso. Ho poi avuto la necessità di scaricare e compilare anche un documento chiamato “Spain Travel Health” che mi hanno richiesto sia in aeroporto a Torino sia all’arrivo a quello di Palma.

    Durante il viaggio nessun tipo di problema legato alla certificazione verde o ad altri permessi.

    Per poter rientrare in Italia di nuovo: trova la farmacia, prenota online e paga in anticipo 60 euro e poi presentati il giorno dell’appuntamento e in 30 secondi hai già fatto il test. Poi però scaricati il green pass europeo che non arriva in automatico come quello italiano. Tra l’altro nessuno l’ha mai controllato e nemmeno guardato. 90 euro di tamponi tra andata e ritorno e nessuno li ha mai richiesti, né il mio né quello del mio compagno. Da soddisfazione direi…

    Le assurdità non finiscono qui

    Partendo dall’aeroporto di Caselle c’era un’aria davvero cupa. Mai visto un aeroporto così deserto in vita mia! Una volta saliti sul mezzo per ogni fila da tre sedili sedava appena una persona e nemmeno tutte le file erano occupate da qualcuno. Il gigante di metallo si stava spostando da uno stato all’altro trasportando appena una manciata di passeggieri…

    Se all’andata la situazione era questa, di certo non posso descrivere la stessa esperienza per il ritorno da Palma. L’aeroporto era colmo di turisti con un’età media stranamente molto alta. Sul nostro aereo sedevano appiccicati come se la pandemia là non potesse arrivare. La cosa strana è che noi avevamo fatto un test per essere certi di non avere la patologia tanto temuta ma lo stesso non si poteva di certo dire di tutti i passeggieri provvisti di vaccino. Loro infatti potevano essere positivi al covid ma senza la necessità di un test per volare mai l’avrebbero potuto sapere. E in un aereo stracolmo cosa mai sarebbe potuto succedere se uno o più passeggeri fossero stati in questa condizione?

    L’assurdità delle normative a volte non conosce confini.

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