Le persone che mi circondavano mi dicevano che “Viaggiare da sola può essere pericoloso, meglio non farlo”. Ma quante cose possono rappresentare un pericolo potenziale? E quante di quelle cose scegliamo comunque di farle perché se no, sostanzialmente, smettiamo di vivere?
Si, viaggiare da sola può essere pericoloso, ma siamo sicure che anche semplicemente rincasare la sera tardi da sole non lo sia?
La paura fa parte del gioco
La paura deriva dall’immaginare le peggio cose che potrebbero accadere e fa scaturire a sua volta ansia. Ma perché immaginare qualcosa in un futuro di cui non sappiamo nulla? Non è forse meglio vivere il presente in piena consapevolezza?
Dopo anni di paure e ansie, ho scelto di viaggiare da sola.
Volevo provarci almeno una volta.
Continuavo a voler viaggiare ma dovevo sempre aspettare “un qualcuna/o” che non arrivava mai. Dovevo sempre aspettare di essere nel periodo giusto, di avere la quantità di denaro sufficiente…
Quando ho scelto di partire mancavano circa 10 giorni alla data prefissata. Non potevo e non dovevo avere ripensamenti, così ho prenotato e basta. Tutto andava bene perché non ci pensavo, ma il giorno prima della partenza la paura aveva iniziato a farsi sentire… Eppure era più forte di me: nulla quella volta mi avrebbe impedito di partire!
Viaggiare da sola ha pro e contro
La partenza dall’aeroporto è stata una passeggiata, ma appena arrivata in Ungheria sono iniziati i veri problemi. Non riesco a prelevare perché non mi legge la carta, non mi funziona in nessun modo internet, non parlo bene inglese e non so come cavolo arrivare in centro… Tutto questo in appena 15 minuti dopo l’atterraggio.
Con calma e pazienza risolvo tutto in poco tempo potremmo dire e mi complimento da sola per non aver dato di matto.
A queste disavventure se ne uniranno davvero molte altre che, nello stesso modo, supererò: calma e pazienza.
Nessuno mi ha molestata e in buona sostanza scopro di essere più forte e adattabile di quanto credessi.
Viaggiare da sola è una scoperta introspettiva pazzesca!
Ho camminato per circa 25/30 chilometri al giorno, per scelta. Mi sono buttata a far cose che mai avrei pensato di fare e tenendo la mente libera, sono riuscita a trovare molte più soluzioni di quanti problemi ho avuto.
Qualcosa che avrei voluto andasse in modo diverso?
Purtroppo c’è.
Ho incontrato persone provenienti da varie e lontane parti del mondo. Ragazze tedesche, una ragazza greca, un uomo americano che arrivava addirittura da San Diego in California, vari ragazzi asiatici e anche qualche signore anziano. Praticamente TUTTI parlavano bene inglese.
Io però no.
La comunicazione così è stata molto precaria. Finché si parla dell’essenziale so “parlare” inglese, ma quando c’è una conversazione che va al di là delle frasette imparate quasi a memoria: buio totale.
Il mio cervello andava in blackout.
Mi piace pensare che capissi abbastanza bene i loro discorsi, ma quando venivo interpellata credo che un bambino di 4 anni avesse un livello grammaticale più alto del mio. E questo nonostante fossero mesi che ogni giorno studiavo inglese e meno male, chissà che ulteriore scempio avrei fatto senza un po’ di studio…
Avere così tante persone con culture diverse e non riuscire a comunicare per me è stata una brutta botta. Per fortuna Lina, la ragazza greca, ha sempre cercato di fare conversazione con me, nonostante le mie difficoltà. Per questo le dedico un grazie molto speciale <3
Viaggiare da sola, cosa ho imparato?
La primissima cosa che ho imparato è:
“Smetti di farti paranoie assurde!”
Questo viaggio mi ha dimostrato che mi facevo mille film su cosa poteva andare male ma alla fine è andato tutto maledettamente bene (come direbbe Gianluca Gotto).
La seconda cosa che ho imparato è che i problemi fanno parte della vita e ci sono stati, ci sono e ci saranno. La cosa bella è che per ogni problema c’è sempre una o addirittura più soluzioni che si trovano mantenendo la calma e l’apertura mentale.
Come terza cosa posso dire di aver imparato che devo studiare di più l’inglese XD
E ultima, ma non meno importante, ho imparato a lasciare andare. Lasciar andare aspettative, lasciar andare paure e lasciar scorrere la vita. Molte, se non tutte, le persone che ho conosciuto non le rivedrò probabilmente mai più. Un tempo questa cosa mi avrebbe rattristata, oggi semplicemente capisco che è parte del gioco.
Ah, ho anche re-imparato a condividere. Avendo due sorelle non ero novizia in questo, ma era da tempo che qualcuno non rubava il mio succo dal frigorifero…
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bye =)

