Ho avuto il privilegio di vivere e viaggiare per un po’ in uno dei paesi considerato tra i più poveri al mondo: il Burkina Faso. Era andata laggiù con una missione umanitaria e ci ho lasciato parte del mio cuore.
A livello emotivo è stata un’esperienza sconvolge: la bellezza di questi posti è indescrivibile ed è data proprio dalle persone che popolano il paese. Ma anche a livello pratico ho capito quanto potessi essere minimalista e come potessi facilmente arrangiarmi con poco.
Viaggiare in Burkina faso
A livello pratico, viaggiare in luoghi come questo non è così complicato. Per esempio in Burkina era possibile affittare una casa, anche molto bella, in stile occidentale (tipo piccola villetta con qualche comfort) pagandola come un normale affitto mensile italiano. Ma si poteva anche scegliere di soggiornare in hotel (ma ne ho visto solamente uno…), oppure in una specie di ostello/guest house davvero graziosissima ed economica!
La pulizia non era al top ma era comunque accettabile (sinceramente ho visto di peggio in Europa). I bagni erano spesso inesistenti o semplici buche scavate nel terreno. Sicuramente poco igienico ma devo dire anche che preferisco la natura per fare i bisogni piuttosto che un bagno lercio quindi… Poco male! Dove dormivo il bagno c’era e lo pulivamo noi quindi nessun problema.
Il cibo, inteso come piatti cucinati, almeno a mio gusto, era molto discutibile. Tuttavia va detto che le materie prime vegetali erano molto buone, dunque bastava cucinare da sé per ottenere un ottimo pasto. E tra noi c’erano vari chef mancati!
Bevevamo quasi sempre acqua confezionata in bottiglie o in buste di plastica che ricordavano tantissimo le mozzarelle, per via della forma. Oppure bevevamo l’acqua del lavandino bollita per diverso tempo. Fuori casa però era molto più facile trovare bibite quali Coca-cola, Fanta o cose simili e avevano un gusto TOTALMENTE diverso da quelle che abbiamo noi in Italia, rispetto a trovare della semplice acqua confezionata.
Per viaggiare avevamo affittato due auto da privati (è l’unico modo per avere un mezzo) di cui la prima andò in parte a fuoco il primo giorno… Ma nessun problema! Risolvemmo nel giro di un po’ di ore e andammo semplicemente avanti come nulla fosse. Diversamente gli unici altri mezzi disponibili erano le proprie gambe, le biciclette super scassate, che però sarebbero state da acquistare, oppure il bus. Quest’ultimo mezzo funzionava solamente sulle strade asfaltate (che erano pochissime) e serviva per cambiare città. Era uno dei mezzi più pericolosi che io abbia mai visto! Andava a una velocità folle, barcollava ed era sempre stracolmo.
Emotivamente parlando…
Fu un’esperienza fantastica! Vidi moltissime cose che MAI, e dico MAI, nella vita avrei creduto di vedere. Di per sé il Burkina Faso non ha assolutamente nulla. Gli animali esotici sono stati tutti depredati in passato, non vive di turismo e non ha un’agricoltura particolarmente profittevole.
Eppure le persone sono stupende.
Ho visto uomini e donne rinunciare al poco che avevano per offrirlo in aiuto a chi stava peggio. Ho visto gioire i bambini per la continuazione della scuola elementare. Persone che erano piene di problemi e al nostro minimo segno di disagio rispondevano sempre: “Pas de problème” letteralmente tradotto: “Nessun problema”, intendendo dire “ora una soluzione la troviamo, non c’è bisogno di agitarsi”. Un rispetto per il proprio e altrui credo religioso che non ho davvero mai visto in nessun altro luogo.
Potrei continuare per un bel po’ ma, di base, tutto ciò spero sia servito per dirti che, almeno una volta nella vita, vale la pena affrontare un viaggio del genere. Sicuramente pieno di insidie e scomodità, ma pieno anche di gioia e amore!
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