Eravamo rimasti alla notte movimentata passata a bordo della nostra MeryVan, il viaggio disagio era appena iniziato e già i prospetti erano tutt’altro che rosei!
Se ti è sfuggita la prima parte del nostro viaggio, puoi trovarla qui.
Quella notte credo di aver dormito qualcosa come forse due ore… La mattina ero cottissima! Dormendo in auto, è facile seguire l’andamento del sole per svegliarsi. Quindi, anche volendo, non si riesce (almeno io non riesco) a dormire fino a tardi: quando il sole sorge e ti si punta in faccia è l’ora della sveglia, anche se hai passato la notte in bianco!
Un piacevole risveglio
Bene o male dunque, intorno alle 7:00 era davvero inevitabile alzarsi. La cosa positiva era che la mattina il cielo era limpido e si stava davvero bene. La pioggia notturna aveva rinfrescato e noi finalmente potevamo godere del luogo dove avevamo passato la notte. La collina era tranquilla, credo che forse coltivassero uva da quelle parti. C’erano prati, alberi e anche un ciuco alla quale abbiamo dato una pesca che si è spazzolato in due nanosecondi. Si poteva vedere una parte della città sottostante e del lago dall’alto ed era una vista stupenda.
Sgranchite le nostre gambette, ci siamo rimessi in marcia, alla ricerca di un posto dove fare colazione. Ne abbiamo trovato uno sempre su una collinetta, vista lago, davvero carino. Siamo poi andati effettivamente sulle rive dell’Iseo per passeggiare e fare un po’ di attività sportiva soft.
Mi ero portata appresso anche il tappetino da yoga e un cambio per andare a correre. Non ho idea del perché prima di partire io avessi creduto di riuscire a fare queste attività in questo viaggio disagio! Cioè, lo dice la parola stessa: viaggio disagio! Perché diavolo aggiungere altro stress? Beh lo yoga non è che sia stressante, anzi… Ma trovare un luogo tranquillo dove farlo e praticarlo fuori non è sempre semplice e a volte la ricerca diventa più stressante che altro, quindi… Ho presto abbandonato i miei buoni propositi, sicura di riprenderli una volta tornata.
Il viaggio disagio continua, direzione Trento
Abbiamo mangiato una pasta al pesto per pranzo e ci siamo rimessi in viaggio. Abbiamo pensato di passare per le Dolomiti: avremmo allungato, ma avremmo anche visto qualcosa di nuovo. Quindi ci siamo diretti verso Trento. Questa volta al volante c’ero io. Abbiamo trovato un po’ di traffico, ma molto meno rispetto al giorno precedente e solo per un breve tragitto. La strada era scorrevole e per lunghi tratti avvolta nella natura. Che si guardasse a destra o a sinistra c’erano montagne o verde. Il problema fu soltanto un altro temporale con i controfiocchi che ci rallentò.
Arrivati a Trento, pendemmo un po’ di frutta al supermercato e un pezzo di pane per la cena e salimmo su una montagna per trovare riparo per la notte. Il luogo era davvero bello, immerso nel verde, con una vista mozzafiato, attrezzato poco più in là con tavolini da pic-nic e un’area riparata dalla pioggia. Peccato solo che non vi si potesse accedere con l’auto.
Ci sistemammo in una piazzola per la notte e andammo dai tavolini per la cena che, spoiler allert: non fu granché. Un pezzo di pane preso al supermercato, tagliato in due, con dentro un wurstel vegetale e del ketchup. Potevamo mangiare altro e mangiare meglio, ma non era questo che ci stava preoccupando in quel momento…
C’era un problema ben più grande
Il mio compagno si sentiva poco bene. E si, devi sapere che lui soffre spesso di mal di gola e tonsillite che lo porta ad avere febbre molto, molto alta (39/40.5°).
Se la febbre saliva il disastro era assicurato!
Immaginati con una temperatura del genere a dover dormire in auto su un materassino gonfiabile e senza bagno e dover fare chilometri e chilometri in viaggio, lì si che sarebbe stato un bel disagio con i controfiocchi!
Non era un’opzione andare avanti in quelle condizioni.
Non si poteva nemmeno andare a casa immediatamente perché i chilometri da fare per tornare a casa erano molti ed eravamo davvero stanchi.
Decidemmo quindi di passare la notte e vedere come andava la mattina seguente. La risposta non è buona quanto quella che potresti aspettarti, complice il fatto che quella notte fu davvero fredda. Ci siamo dovuti coprire con TUTTO quello che avevamo per riuscire a dormire.
Se vuoi sapere come continua questo viaggio, puoi cliccare qui. Appena la prossima puntata sarà online, ci sarà l’accesso al link, ti consiglio di non perdertela, perché i disagi non sono ancora finiti!

