È il secondo anno che io e il mio compagno scegliamo di fare quello che amo chiamare viaggio disagio. Dormiamo in auto, facciamo da mangiare sul fornelletto da campeggio, camminiamo e guidiamo tanto, ci laviamo nei fiumi.
Ma perché?
Cioè, siamo masochisti, folli, poveri o qual è il nostro problema?
Adesso te lo spiego…
5 motivi scegliere un viaggio disagio
Anche se a primo impatto potrebbe non sembrare, fare un viaggio disagio porta numerosi vantaggi.
1. Si spende poco
Fare un viaggio come abbiamo fatto noi permette di spendere pochissimo. Se si conteggia solamente l’essenziale (carburante, pedaggi auto e cibo essenziale) si può stare tranquillamente fuori per più di una settimana spendendo €300. Ovviamente dipende anche dove si è e quanta strada si percorre, però garantisco che è davvero, davvero molto economico.
2. Scoperte autentiche
Se come noi viaggi alla “cavolo” e cerchi di evitare, almeno in parte, le autostrade, ti puoi godere paesaggi unici e autentici. Puoi stare lontano dai percorsi troppo turistici e vedere la bellezza dei vari posti quasi perdendoti all’interno di un paese. Girovagare in quel modo, almeno per il tipo di persona che sono io, è una vera favola!
3. La bellezza dell’incertezza
Se non hai programmi rigidi e puoi spostarti come credi, tutto può accadere. A un certo punto noi eravamo incerti se andare in Austria o scendere nel sud della Slovenia. Potevamo fare ciò che volevamo e scegliere in base a quello che in quel momento ci sembrava meglio. Questo per molte persone è destabilizzante, per me è libertà.
4. Di necessità virtù
Se fai un viaggio disagio a un certo punto è molto, molto probabile che ci saranno degli imprevisti: è normale. È normale anche nella vita quotidiana direi in verità. Per me è stupendo mettermi alla prova in tal senso: so che ho bisogno di soluzioni e quindi mi ingegno. Ogni problema che affronto mi fa sentire più forte e sicura di me stessa. Per ogni problema che invece non si può risolvere, imparo a lasciare andare e vedo che la vita va avanti lo stesso, senza drammi.
5. Lessi is more
Fare un viaggio disagio ti obbliga a essere, almeno per breve termine, minimalista. Nell’auto non c’è posto per il superfluo, perché ci devi stare per dormire anche. Non puoi portarti dietro il set di pentole e padelle per cucinare perché non ci sta, dovrai imparare ad arrangiarti con poche cose. Stesso discorso per gli abiti, la skin care non solo… Anche nelle giornate non ci sarà spazio per ciò che non è essenziale. È necessario spostarsi, pensare a mangiare, dove dormire ecc. Non c’è spazio per molti pensieri ossessivi, almeno dalla mia esperienza. E questo è favoloso!
Ecco perché io scelgo questo tipo di viaggio
Tutto quello che ho menzionato pocanzi è vero e valido per me. Scelgo volontariamente di fare un viaggio disagio per il costo, per le scoperte autentiche, per l’incertezza, per sentirmi più sicura di me e per eliminare il superfluo.
Ma non è tutto qui.
C’è ancora un motivo che, almeno nel mio caso, è quello che più di tutti tira le fila e mi fa scegliere questo tipo di viaggio.
La curiosità è aumentata in te?
Bene.
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I ricordi.
Si, ecco cosa muove questa voglia di viaggio disagio in me: i ricordi. La consapevolezza che saranno momenti folli, difficili, felici, estenuanti, ricchi di una moltitudine di sentimenti e sensazioni diverse che condividerò con la persona che amo e che resteranno impressi nella mia memoria. Quei momenti ricchi di emozioni anche, e forse soprattutto, negative che quando li vivi ti chiedi fermamente cosa cavolo ti è passato per la testa a pensare di fare una cosa del genere!
Ma poi, quando torni a casa, inevitabilmente ci ripensi e quasi ti mancano. Mentre ricordi, ti si apre un sorriso sul volto, il tuo viso si illumina, il corpo viene travolto da una sensazione di tepore e lieve malinconia, che si espandono in ogni cellula del tuo essere e a quel punto pensi: “Sono davvero felice di averlo fatto!”.
Ecco, questo è ciò che mi fa muovere in quella direzione.

