Come ho raccontato in un precedente articolo intitolato “Si riparte, direzione Romania”, a fine maggio ’25 mi sono recata finalmente nell’est europeo per andare a scoprire una nuova terra. Dal momento che il motivo principale per cui io e il mio compagno abbiamo intrapreso questo viaggio in Romania era il battesimo del nostro nipotino, non avevamo preventivato di fare chissà quale itinerario. Questo ha fatto sì che tutto ciò che è successo e che abbiamo visto sia stato autentico e puro frutto della casualità e, naturalmente, dell’autenticità di questo straordinario paese.
Atmosfera d’altri tempi
Nonostante, come ho già detto, non avessimo nulla in programma, siamo comunque riusciti a fere e vedere un sacco di cose!
Siamo arrivati a metà settimana, mercoledì nel pomeriggio per la precisione, all’aeroporto di Suceava. Dopo aver preventivamente prenotato online un’auto e averla ritirata direttamente in aeroporto, siamo partiti e ci siamo diretti più a nord, dove avremmo dormito.
Il giorno seguente, abbiamo passato la mattinata a Horodnic de Jos presso la Colectia Etnografica “Felicia si Dionizie Olenici”. In questo piccolo paese, una coppia ha creato un’oasi d’altri tempi: case in legno, stufe in maiolica, abiti tradizionali e utensili d’epoca. Marito e moglie hanno messo in piedi un “piccolo borgo” recuperando oggetti originali e antichi della tradizione rumena. La coppia è stata super gentile e disponibile, la signora tra l’altro parlava anche un po’ di italiano e ci si capiva abbastanza facilmente.
Era possibile vestirsi con abiti tipici rumeni di una volta che io personalmente trovavo splendidi: pantalone e casacca con cintura decorata e cappello per gli uomini e gonna a ruota o ricamata (ma sempre molto colorata) per le donne, con casacca anch’essa decorata, cintura e fazzoletto sulla testa come si usava una volta.

Ci si poteva fare anche delle foto a tema e c’era la possibilità di vedere le case di un tempo. Ma anche come si filava una volta, come si creavano i fili di lino, come si macinava la farina di mais e molto altro. Inoltre c’era anche qualche posto letto per passare la notte. È stato davvero bellissimo passare qualche ora qui e ve lo consiglio di cuore se amate immergervi nella coltura d’altri tempi. Inoltre si poteva rimanere quanto si voleva e, da ciò che ho capito, non c’era un prezzo fisso. Per entrare a curiosare, bastava lasciare un’offerta (sensata) alla coppia che appunto si occupava di questo posto.

Viaggio in Romania: tra boschi, cascate e monasteri
Nel nostro viaggio in Romania non poteva di certo mancare qualche escursione nei boschi! Il tempo non era troppo clemente purtroppo: ogni giorno ha piovuto almeno mezza giornata, ma guardandola dal lato positivo: per l’altra metà si poteva esplorare!
Così ci siamo diretti al Parco Naturale Putna – Vrancea, immerso nel verde e pieno di animali. È stato davvero carino, c’era anche una cascata molto graziosa in mezzo al bosco. Sicuramente con il sole sarebbe stato più suggestivo, ma comunque io penso sia valsa alla grande la pena di andarci!

Al ritorno, siamo passati a visitare alcuni monasteri ortodossi, tra cui uno, il più grande della Bucovina, dedicato a Ștefan cel Mare (Stefano il Grande), per cui Putna è famosa. Molto curato e anch’esso immerso nel verde, è una meta secondo me da fare se si passa da quelle parti.

Volando tra boschi e nuvole
Una mattina in cui fortunatamente non pioveva, abbiamo preso l’auto, impostato il navigatore e dopo un’ora circa, ci siamo ritrovati sulla cima di una montagna, immersi nel verde, con una pineta fitta alle spalle e di fronte un panorama mozzafiato!
Ci siamo diretti lì per provare la Tiroliana Pasul Palma, una zipline lunga 1,1 km. Abbiamo pagato 80 lei (circa €16 a testa) per fare la corsa appesi a volo d’angelo (c’era anche la possibilità di essere appesi diversamente e costava 60 lei, quindi circa €12 a testa). La corsa dura appena un minuto, visto che si raggiungono i 100 km/h. In tutta onestà, il luogo è spettacolare e valeva la pena andarci già solo per quello secondo me. Per quanto riguarda l’esperienza di per sé, che avrebbe dovuto essere adrenalinica, devo dire che io sono rimasta poco colpita. Forse è un’esperienza che consiglierei a persone che non hanno mai provato altre esperienze simili e/o che sono più sensibili a velocità, altezza, eccetera (fermo restando che io soffro di vertigini a volte, ma sto giro zero assoluto).
Siamo riusciti giusto in tempo a fare il giro che ha iniziato a diluviare nuovamente…
Per la cronaca, non credo che il nord della Romania sia avvolto dal brutto tempo perennemente, credo solo che noi abbiamo avuto un po’ di sfortuna forse a capitarci in un periodo dove ha piovuto di più.
Altre esperienze del viaggio in Romania
Ci siamo diretti anche a Brodina, dove abbiamo assistito al battesimo del nipotino e fatto festa. Anche in questo paese, il verde la faceva da padrone. E persino l’ultimo giorno, che siamo tornati in citta, a Suceava, in mezzo ai palazzi, si scorgevano parchi, alberi e altre zone verdi.

Questo è stato il nostro itinerario che, come probabilmente avrai capito, era un po’ striminzito per varie ragioni. Comunque per una persona come me, che ama i boschi e la natura, è stato davvero favoloso poter visitare un paese del genere, anche se per poco tempo e con un meteo ballerino.
Confido fortemente di potervi tornare con più tempo e calma, per godere nuovamente dei paesaggi che tanto mi hanno riempito il cuore.
Appena possibile, tornerò qui a parlarti di cibo, cultura e sensazioni personali di questo breve ma intenso viaggio!

